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Il Covid cambia anche il mercato del sesso: in Umbria le prostitute lavorano negli appartamenti

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Il Covid cambia il mercato del sesso: il coprifuoco e le restrizioni legate all’emergenza sanitaria non hanno frenato la prostituzione che continua ma al chiuso. Le donne dalla strada si sono spostate all’interno degli edifici e agganciano i clienti online rendendo il fenomeno quasi invisibile e difficile da contrastare anche quando è legato ad abusi e sfruttamento. Il sito escort-advisor.com ha censito 1.226 ragazze per la provincia di Perugia e 497 per quella di Terni che pubblicizzano regolarmente la loro attività. Il business vero, ormai, si fa tra quattro mura: sempre più numerose le italiane, quasi sempre regolari le straniere visto che bisogna comunque stipulare un contratto di affitto. Non mancano le studentesse universitarie che, soprattutto a Perugia, si concedono per mantenersi agli studi e potersi permettere qualche sfizio in più. A confermare un radicale cambiamento del mercato del sesso al tempo del Covid è il Mosap, Movimento sindacale autonomo di polizia.

 

 

 

“La prostituzione è quasi scomparsa dalle strade, tutto si è postato negli appartamenti privati - spiega il segretario nazionale, Roberto Fioramonti - In casa il cliente trova più intimità e discrezione, si sente al sicuro dai controlli che le forze dell’ordine sono soliti fare e che con le restrizioni legate alla pandemia si sono ulteriormente moltiplicati. E questo rende molto complicato un nostro intervento a meno che non arrivino segnalazioni di liti violente”. La collaborazione del Mosap permette di fare un quadro più esaustivo del fenomeno in Umbria. I numeri lo confermano: nel 2019, quando il Covid era ancora sconosciuto, erano state sei le operazioni di polizia giudiziaria che in Umbria avevano permesso di deferire all’autorità giudiziaria persone dedite allo sfruttamento della prostituzione. Nel 2020 soltanto una, zero nell’anno in corso. Le prostitute che operano nel territorio lavorano generalmente in proprio e non dipendono da associazioni criminali come invece accade in realtà più grandi come possono essere quella milanese o romana. Fanno eccezione alcuni gruppi di giovani lucciole di etnia rom che quasi con cadenza giornaliera raggiungono con il treno non solo Terni e Perugia ma anche Orvieto, Narni e Spoleto per prostituirsi nelle zone vicine alle stazioni ferroviarie soprattutto con anziani che talvolta rimangono anche vittime di furti. Accade, infatti, che le ragazze li derubino di soldi o catene d’oro durante l’atto sessuale senza che gli stessi se ne accorgano. Troppa vergogna, poi, raccontarlo a casa e denunciare. Gli appartamenti a luci rosse sono diffusi in tutta l’Umbria.

 

 

 

A Perugia la zona di Fontivegge, spesso oggetto di segnalazioni anche da parte degli stessi residenti, resta quella più conosciuta. In via del Macello, via Gallenga e via Sicilia si nascondono, neanche troppo bene, piccoli ritrovi di incontri osé. Ma altrettante case del sesso sono sparse in tutto il capoluogo e a volte succede che neanche i vicini siano a conoscenza di quanto accade all’interno perché i clienti sono quasi sempre gli stessi, ben selezionati e abituati a muoversi con riservatezza. I trans sono rimasti in strada. Vivono quasi tutti in centro ma operano nei pressi della zona industriali. Si spostano quasi sempre in taxi. A Terni le segnalazioni più numerose arrivano dalla zona di via Farini, proprio nei pressi della questura. Ma anche qui identificare le case del sesso diventa complicato. Qualche settimana fa, per esempio, nel corso di un’operazione di polizia è stata scoperta una villetta a luci rosse nella zona di Borgo Rivo, primissima periferia cittadina. Nessuno lo avrebbe detto, eppure proprio in quella casetta isolata, lontana da occhi indiscreti, si tenevano incontri intimi e festini.
Il sito escort-advisor.com propone ragazze anche a Foligno, Passignano o Assisi tanto per fare qualche esempio. Difficile quantificare il giro economico. Di certo si parla di centinaia di mila euro l’anno. Il prezzo medio di ogni prestazione è di 50 euro. E dopo una prima fase di rallentamento, soprattutto tra marzo e maggio 2020 sia per effetto del lockdown che per la paura di contrarre il virus, adesso anche il mercato del sesso a pagamento sembra tornare alla normalità. Sempre più richiesti i servizi online: dalle chat erotiche alle telefonate hard, dallo scambio di foto e video alle videochiamate. Un altro effetto del Covid.