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Covid in Umbria, la Regione con più dosi è pronta a vaccinare anche i turisti

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Alessandro Antonini
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L’Umbria in caso di aumento delle dosi di vaccino, una volta assicurata la copertura ai residenti, è pronta a vaccinare anche i turisti. 
E’ la proposta avanzata al generale Francesco Paolo Figliuolo, che dovrebbe approdare venerdì in Umbria insieme al capo della protezione civile Fabrizio Curcio. Il cuore verde si sta attestando a una media di nove mila somministrazione al giorno, ma la potenzialità dichiarata allo stesso esecutivo Draghi è di 18.000.
Non sono stati recuperati i 50mila promessi a febbraio per l’incidenza delle varianti che ha visto il cuore verde quale prima regione alle prese con la terza ondata. Poi, dopo tre settimane di zona rossa, è stata anche la prima ad uscirne. Però le dosi in più di cui aveva diritto non sono mai arrivate. 


L’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, conferma l’idea di vaccinare i turisti, chiedendo una ulteriore quota di dosi, e ribadisce che “vale sempre la regola che se ho vaccini in più facciamo anche i turisti. Prima dobbiamo soddisfare le necessità degli umbri. Va sottolineato che per quanto ci riguarda sosteniamo senza dubbio la possibilità di vaccinare i turisti, che in questo momento, permetterebbero a tante persone di passare le vacanze in Umbria senza l'assillo del richiamo del vaccino. Reputo che nel pacchetto turismo il governo lo dovrebbe contemplare”.
Certo andrebbe messo a punto un sistema di interscambio di dati con le altre regioni o nel caso di turisti stranieri con altri paesi per effettuare la presa in carico dei turisti da vaccinare e in base ai numeri chiedere dosi aggiuntive.


Proprio per avere più fiale, nell’ultimo Cor (Centro operativo regionale) è stata ventilata la possibilità di chiedere i vaccini che le altre Regioni rifiutano, in particolare AstraZeneca, a partire dalla Sicilia. E’ la mossa che ha fatto la Lombardia. Ma al momento non si hanno notizie su eventuali ok da parte della struttura commissariale centrale.