Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Amelia, Teatro Sociale: il ministero esercita il diritto di prelazione, ora è di proprietà dello Stato

Pierluigi Sbaraglia
  • a
  • a
  • a

La cosa era nell’aria. I giorni stavano per scadere e ci si chiedeva: che farà il ministro Franceschini? Lascerà ai privati il settecentesco Teatro Sociale di Amelia?

La risposta è no. Franceschini lo ha statalizzato, lo ha acquisito. Il Teatro di Amelia, passato per un’asta fallimentare, da oggi è un bene pubblico.

 

“Un passo importante per garantire la continuità di uno spazio culturale molto sentito dalla comunità”, ha commentato lo stesso ministro della Cultura, Dario Franceschini, dopo la notifica del provvedimento con cui la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sulla base della dichiarazione di interesse culturale da parte della Soprintendenza dell’Umbria, ha esercitato la prelazione sul bene.

“Il Teatro - come si legge nella relazione del ministero - non solo rappresenta un esempio raffinato della cultura tardo settecentesca in Umbria nonché uno degli ultimi teatri storici presenti nel territorio Amerino-Narnese, di cui Amelia è il capoluogo, ma è ancor oggi luogo di scambi culturali che vedono la città al centro di eventi di musica classica e moderna, di danza e di prosa, di lirica e di jazz, tutti interpretati da ospiti di eccellenza” .

Se una potenziale nuova linfa privata avrebbe potuto portare ad Amelia investimenti e attività di rete con circuiti nazionali e internazionali, gli amerini però sono stati lasciati all'oscuro sull'identità del compratore, e sulle sue intenzioni circa il rilancio del teatro. In una condizione di buio totale molte sono state le iniziative di pressione sul governo, e anche il sindaco, Laura Pernazza, ha presentato richieste formali finalizzate al diritto di prelazione pubblica.

 

 

Un primo plauso al ministro è arrivato tramite il parlamentare di zona, Marina Sereni: “Il ministro Franceschini ha mostrato grande attenzione e sensibilità verso il territorio umbro”.

Di certo per lo Stato questa nuova proprietà rappresenterà una spesa annuale in più, che in tempi di deficit come questo avrà il suo peso. C'è però da dire che il ministro ha fatto fare un affare agli italiani. Con soli 414.000 euro ha comprato un edificio storico recentemente ristrutturato.

Come dice Riccardo Romagnoli, presidente della Società Teatrale che perde il teatro, quella cifra rappresenta il 4% del valore reale, stimato in 10 milioni di euro.

“La Società Teatrale - scrive - dinanzi all'iniziativa del Ministero non ha nulla da recriminare, salvo il rammarico per la perdita della proprietà dell'immobile, costruito dall'Associazione e da essa gestito ininterrottamente per 238 anni”.