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Umbria, entro la prossima settimana appuntamento a tutti i 60-69enni prenotati per il vaccino

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Francesca Marruco
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“Se ci saranno i vaccini, perché no? Non lo escludiamo”. Ha risposto così il commissario all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, all’ipotesi di un vax-day per i 18enni nel breve periodo. Diverse le novità riguardanti le vaccinazioni fornite ieri nel corso del settimanale briefing con la stampa. Intanto da lunedì saranno aperte le pre-adesioni alla fascia 40-49enni, mentre a ieri sera i 50-59enni che hanno dato la loro preadesione (aperta da giovedì) erano circa 40 mila. Sempre sul fronte vaccini, il commissario ha annunciato che da lunedì prossimo in Umbria i richiami di Pfizer e Moderna verranno fatti a 42 giorni di distanza e non 21 o 28. Questo “libera” moltissime dosi. E’ anche per questo che, è stato annunciato, già nel corso della prossima settimana, verranno fissati gli appuntamenti per tutte le persone di età compresa tra 60 e 69 anni, che a ieri erano 29 mila. In tutto gli over 60 che hanno pre-aderito sono stati 35 mila, di questi 6 mila hanno già avuto l’appuntamento.

 

 

Polemiche sono sorte per le tempistiche: risulta che chi ha pre-aderito alla mezzanotte non ha ancora avuto la data, mentre chi lo ha fatto dopo, in qualche caso, si. Secondo il commissario Covid si tratta di appuntamenti dati a seconda dell’età, dai 69 a scendere. Ma risulta anche una questione legata ala distribuzione e alla disponibilità nei vari distretti. Sempre in tema di vaccini è stata annunciata la delibera di giunta che servirà per l’avvio dei punti vaccinali straordinari: ovvero quelli all’interno delle aziende. Possono fare richiesta alle Asl le aziende che si diranno in grado di fare 200 somministrazioni al giorno. Previa autorizzazione Asl potranno vaccinare con loro team. Questo però potrà accadere solo quando ci saranno più vaccini. Lo ha rimarcato in diversi passaggi il commissario D’Angelo: sia per le vaccinazioni dei medici di base, sia per quelle dei farmacisti (per cui manca ancora l’accordo, la regione è in attesa di un via libera dal Ministero a spendere i soldi che servirebbero) - che per le aziende e per i 18enni “tutto dipende da quanti vaccini abbiamo”. Lo stesso tema lo ha affrontato anche l’assessore, Luca Coletto, che ha detto: “Su 9 fasce di età in 7 siamo tra le prime 5 regioni, mentre in due siamo carenti ( i 60, ndr). Ma se non abbiamo disponibili più di tanti vaccini,non possiamo essere primi dappertutto e comunque prima abbiamo messo in sicurezza le fasce deboli. Quanto alle polemiche sulle parole della presidente Tesei, le sue parole sono state male interpretate. Voleva semplicemente dire che la nostra regione ha molti anziani in rapporto alla popolazione e se, come ci chiede il governo, ci concentriamo su anziani e deboli, per forza di cose da qualche parte saremo indietro”.

 


E proprio l’effetto vaccini si vede ormai sia sull’andamento dei contagi, che sono crollati in generale e soprattutto nelle fasce di età over 80, che anche nell’andamento delle ospedalizzazioni e della mortalità. “Finalmente la curva è tornata a scendere in modo deciso” ha detto il dottor Marco Cristofori del nucleo epidemiologico. L’incidenza dell’Umbria è a 56,54 (62 nella Usl Umbria 1 e 49 nella Usl Umbria 2). Quindi si può dire che l’Umbria è a un passo dalla zona bianca (che ne prevede sotto i 50). C’ è il distretto della Valnerina che è addirittura incidenza zero. Solo Umbertide e Montefalco sono gli unici due comuni sopra i 5 mila abitanti che  hanno incidenze sopra i 200 ogni centomila residenti. Secondo le proiezioni del Nucleo epidemiologico, se le condizioni restano queste, tra 14 giorni l’Umbria potrebbe avere una incidenza del 29,7 ogni 100 mila abitanti.