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In Umbria cassa integrazione mai così bassa dall'inizio dell'emergenza Covid, l'economia riparte

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Le ore di cassa integrazione autorizzate in Umbria nell’aprile 2021 sono 1.562.280, il numero più basso registrato dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Nello stesso mese del 2020 erano state 13.031.157. Allora, però, l’Italia era in pieno lockdown e le aziende, a meno che non offrissero servizi essenziali, erano state costrette a uno stop. La differenza, tuttavia, rimane evidente anche facendo il raffronto con i primi tre mesi di quest’anno: a marzo 2021 le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 7.774.197, a febbraio 2.370.998, a gennaio 2.024.276. “I segnali di ripresa sono evidenti e a fare da traino sono fondamentalmente  due settori - spiega Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Umbria - da una parte l’edilizia che grazie ai bonus e superbonus sta ripartendo spedita e dall’altra  il manifatturiero grazie alle riaperture del mercato estero. Nei dati di aprile, invece, non pesa  ancora in maniera significativa il riavvio  del settore bar e ristorazione che probabilmente migliorerà ancora di più i numeri relativi al mese di maggio”. Anche il direttore di  Cna Umbria, Roberto Giannangeli, concorda negli effetti positivi che i vari bonus e superbonus stanno avendo sul settore edile.

 

 

“C’è moltissimo lavoro - evidenzia - e questo andrà a ripercuotersi positivamente, a breve, anche sul fronte occupazionale. Prevediamo un buon numero di assunzioni per la seconda metà dell’anno”. Il settore dell’edilizia, però, puntualizzano le associazioni di categoria, rischia di rimanere penalizzato dall’aumento irragionevole dei prezzi delle materie prime. “Una speculazione”, la definisce il presidente di Confartigianato, Franceschini, parlando di un incremento del 70% del costo delle materie plastiche (indispensabili per il rifacimento dei cappotti termici degli edifici) e del 50% di quello del legno, solo per fare qualche esempio.

 

 

Un problema che era stato sollevato, nelle scorse settimane, anche dall’Ance, l’Associazione dei costruttori edili. Il presidente dell’Umbria, Stefano Pallotta, a questo proposito aveva  rivolto anche un appello ai parlamentari umbri: “Aiutateci - aveva detto - o sarà il caos”. Ma intanto le imprese cercano di andare avanti come possono. E i risultati sono evidenti. L’economia della regione, finalmente, si sta rimettendo in moto.