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Perugia, dopo otto mesi la casa quartiere Sant'Anna riapre agli anziani

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Ghirlande di fiori di carta e mascherine spalmate sui volti. Così si fa festa nella casa quartiere Sant’Anna a Perugia. La struttura della Fondazione Onlus Fontenuovo, in via Fonti Coperte 38/D, ha riaperto i battenti agli anziani dopo otto mesi di sospensione di ogni attività a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19. “Per ragioni di sicurezza, stiamo reinserendo gradualmente gli ospiti anche se solo al 50% e poi altrettanto gradualmente riprenderemo le attività giornaliere: dalla ginnastica alle letture ad alta voce; dalle partite a carte alle feste”. Ad annunciare la ripresa è la coordinatrice Catia Passeri che prosegue sottolineando: “É importante poter finalmente riprendere perché per molti anziani è stato difficile affrontare la solitudine in questo periodo, in alcuni casi le condizioni psico-fisiche sono peggiorate”. Una donna ospite, al suo rientro, ha detto: “Finalmente sono tornata a indossare un abito dopo mesi in cui non ho messo nient’altro che tute”. Poi, c’è chi ha i figli lontani, a Milano, e durante i mesi di lockdown si è trovato ad affrontare lunghe giornate in solitudine e ora ha di nuovo l’opportunità di condividere le giornate con altri. “Vogliamo favorire un invecchiamento attivo - chiarisce Passeri -, oltre che sostenere le famiglie con una evidente ricaduta positiva sia sul piano umano ma anche su quello economico”.

 

Al Sant’Anna attualmente, ovvero in regime di contenimento da Covid, non possono essere inseriti più di una quindicina di ospiti, rispetto allo standard che si attesta sulla trentina. La struttura è attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 con la possibilità di consumare colazione di metà mattina e pranzo preparati direttamente dalle cuoche di Fontenuovo. La spesa totale è di 18 euro al giorno. “Non siamo un circolo ma un servizio alla persona - spiega ancora Passeri -. Operiamo con l’obiettivo di creare socializzazione, in tutta sicurezza. Mettiamo a disposizione una struttura con sale per le diverse attività, dalla sala pranzo alla stanza relax e dell’attività motoria, inoltre abbiamo la possibilità di fruire del parco. Ogni giorno programmiamo una serie di iniziative e ciascuno le segue a seconda delle proprie inclinazioni e su richiesta provvediamo anche a soddisfare necessità più personali come una messa in piega chiamando il parrucchiere o una pedicure fornendo il podologo, proprio per essere un punto di riferimento completo”. Alla casa quartiere Sant’Anna arrivano ultraottantenni, per lo più donne. “Ciascuno però deve presentare il certificato che dimostra l’autosufficienza - precisa la coordinatrice - e ora sono necessari anche l’attestato di avvenuta vaccinazione e di primo tampone negativo”. Tra le attività più richieste dagli ospiti c’è la ginnastica ma ci sono anche molti appassionati di burraco e chi preferisce sedersi in poltrona con la Settimana enigmistica. “Si cerca pure di fare interagire gli ospiti con i bambini - aggiunge - promuovendo incontri con gli alunni delle scuole vicine”.

 

 

La casa quartiere è nata come progetto pilota nel 2004 su iniziativa della Fondazione Fontenuovo in collaborazione con il Comune di Perugia e alcune associazioni di quartiere. Nel 2013 con il nuovo regolamento regionale sui servizi agli anziani la struttura si è trasformata da progetto pilota a servizio alla persona. “Il nostro obiettivo - conclude Passeri - adesso è diventare un luogo di inclusione per l’intero quartiere estendendo le attività a tutte le fasce della popolazione che hanno bisogno di socializzazione e relazioni”.