Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vissani: "Il governo doveva muoversi prima. E per Draghi mi sono pure rotto tre costole"

  • a
  • a
  • a

Sul consentire il rientro nei ristoranti anche al chiuso, la scelta del governo è stata tardiva. Ne è convinto lo chef umbro Gianfranco Vissani che ha rilasciato una lunta intervista all'agenzia LaPresse. Nelle passate settimane, ma anche nei mesi scorsi, aveva più volte duramente criticato il governo, atteggiamento che aveva tenuto anche con quello precedente."Sono stati furbi, dovevano muoversi prima - sostiene Vissani Vedi in Inghilterra dove è stata data una dose di AstraZeneca e sono già tutti salvi. Lì non è morto nessuno, qui non so come abbiamo fatto a salvarci. Ma noi non ci salveremo, saremo disastrati. L'economia è rimasta a zero. Chi ha soldi li avrà sempre, ma chi è un poveraccio rimane un poveraccio". Nell'intervista, tra l'altro, Vissani svela che un mese fa, durante la protesta con altri ristoratori umbri nei pressi della villa di campagna di Draghi, il premier "mi ha fatto pure cascare il premier e mi sono rotto tre costole. Mi sono seduto su un tufo che non era saldato a terra, ho perso l'equilibrio e fatto un gran scoppio! Dovevo dargli il ciambellone che portavo sulla testa".

Vissani commenta come "tutti parlano dei paesi stranieri. L'Inghilterra con la Brexit dovrebbe dare i 250 miliardi alla Comunità Europea e non ha dato nemmeno una lira. La Francia dà 10.000 euro al mese a tutte le aziende. Non hanno fatto aspettare 8 mesi come noi. In Spagna Cipriani ha preso 600.000 euro per mandare avanti il suo albergo. Anche in Germania tutti hanno preso soldi, meno che noi. Io voglio dirvi, abbiamo il debito pubblico, siamo messi male, accantonatelo un pochino e cominciate a stampare soldi per salvare l'Europa. A Draghi chiederei di salvare imprese e dipendenti che stanno soffrendo. C'è gente che vive sotto i ponti, non ha soldi per pagare l'affitto. Voi cosa pensate? Come facciamo a pagare i mutui dopo 12 mesi di chiusura?".

Sulle nuove misure stabilite dal governo per feste e banchetti, lo chef è molto critico. In particolare sul green pass: "Dopo la scottata di questa estate, stanno tamponando la situazione per non rimanere di nuovo a terra. Il problema è che Figliuolo si deve svegliare, deve far vaccinare, deve mettere in campo le farmacie, i medici". Ma il suo ristorante cosa farà? Riaprirà presto i battenti e Vissani cerca i mantenere un pizzico di ottimismo: "Riapriremo il 27 maggio con la speranza che si possa lavorare, che la gente stia bene e faccia un sorriso di sollievo. Spero che si possa tornare a vivere e ritrovare la felicità e il sorriso che abbiamo perso. Abbiamo perso la voglia di vivere che è l'unica cosa che rimane".