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Orvieto, il sindaco Tardani: "I neo assunti all'ospedale Santa Maria della Stella scelgono altre sedi"

Davide Pompei
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La carenza di risorse, umane e tecnologiche ha indebolito negli anni i reparti dell'ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto, in provincia di Terni, e, di conseguenza, il ruolo di emergenza-urgenza al quale è destinata la struttura ospedaliera orvietana.

I problemi, che erano emersi anche dallo studio realizzato da una apposita commissione istituita dalla precedente amministrazione comunale e presieduta dall'attuale sindaco, Roberta Tardani, titolare della delega assessorile alla Sanità, sono tornati sul tavolo del confronto con la Regione e l'Usl Umbria 2.

 

Nel corso dell'audizione avuta in Regione rispetto alla futura riforma sanitaria è stato anche tracciato, infatti, un quadro della situazione della sanità locale orvietana e di territorio.

"Quello che ho detto in quella sede, un contesto istituzionale - spiega il primo cittadino - e che a qualcuno è sembrato così degno di rilevanza, è in realtà quello che ho avuto modo di dire personalmente alla presidente, Donatella Tesei, e all’assessore Luca Coletto in questi mesi, evidenziando più volte le criticità che si trova ad affrontare ormai da troppo tempo l’ospedale di Orvieto”.

I vertici di Regione ed Usl hanno condiviso la necessità di investire maggiormente sul Santa Maria della Stella e si è avviato un percorso per risolvere i problemi legati alla carenza di personale. Le soluzioni che si sono trovate per Pediatria, per il Pronto soccorso, per la Radiologia hanno tamponato le situazioni più complicate, ma c’è la necessità di interventi strutturali che attengono anche all’attrattività dell' ospedale per i professionisti e gli operatori.

 

“Il fatto che si facciano i concorsi, ma che il personale assunto scelga altre sedi - sostiene Tardani - deve indurre una riflessione che abbiamo più volte sottoposto ai vertici dell'Usl. È nel nuovo piano sanitario regionale, dunque, come ci è stato promesso, che andrà rafforzata la mission complessiva dell’ospedale di Orvieto, soprattutto per il ruolo di cerniera con l’alto Lazio e la bassa Toscana per rendere maggiormente attrattiva la sanità umbra. Per fare questo non abbiamo chiesto solo investimenti e assunzioni, ma presentato e sostenuto anche progetti come la realizzazione dell’ Emodinamica e la Telemedicina, inseriti anche nel Pnrr dell’Umbria proposto al Governo”. 

Interventi ritenuti utili anche per prevenire l’ospedalizzazione e potenziare i servizi sul territorio e le cure a domicilio. Il nuovo piano, che vedrà una partecipazione estesa, arriverà in porto entro la fine dell'anno.