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Terni, rimborsi di viaggio legittimi. Prosciolto l'ex consigliere comunale Tallarico

Antonio Mosca
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La Corte dei Conti scagiona l’ex consigliere comunale David Tallarico a cui la Procura aveva contestato l’utilizzo indebito dei rimborsi di viaggio. La sezione giurisdizionale regionale per l’Umbria ha preso atto dell’intervenuta prescrizione visto che l’ultimo pagamento erogato da palazzo Spada all'ex amministratore locale risaliva al 2015. E di conseguenza ha respinto la richiesta di condanna della Procura e prosciolto Tallarico da ogni accusa disponendo la compensazione delle spese tra le parti.

La vicenda risale al periodo compreso tra il 2012 e il 2014. L’ultima udienza si è svolta on line a marzo, ma la pubblicazione è avvenuta soltanto lunedì 17 maggio. La contestazione riguardava una somma pari a 2.547, 30 euro. All’epoca dei fatti Tallarico, oltre all’incarico di consigliere comunale per una lista civica di centrosinistra, lavorava come assistente capo della Polizia di Stato presso la Direzione Centrale Risorse Umane-Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Roma. E aveva chiesto i rimborsi per raggiungere il consiglio comunale di Terni dalla caserma Ferdinando di Savoia, sua sede di lavoro e luogo di domicilio. La Procura, sulla base degli accertamenti delegati al nucleo della Guardia di Finanza, aveva però rilevato che “Tallarico, in realtà, non disponeva di un’autonoma sistemazione presso la sede di Roma, venendo così meno la causa dei rimborsi ottenuti”.

Da qui l'ipotesi del danno erariale con la relativa rivalutazione in base ai parametri Istat. Tallarico aveva però eccepito l’intervenuta prescrizione della pretesa erariale, per decorso del termine quinquennale. E la difesa, rappresentata dall’avvocato Garzuglia, aveva chiesto la sospensione del giudizio e contestato la fondatezza dell’accusa ribadendo la piena correttezza dell'operato dell’ex consigliere comunale e la sussistenza del suo diritto al rimborso, considerato anche il parere favorevole richiesto e nel frattempo ottenuto dal segretario generale del Comune. “E alla fine - commenta l’avvocato Fabrizio Garzuglia - la Corte dei Conti ha riconosciuto in pieno le nostre ragioni”.