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Terni, protesta di fronte al Tribunale per chiedere giustizia per il figlio morto a 25 anni

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A Terni non si ferma la battaglia di Lena Dodaj che da dieci anni chiede giustizia e verità per la morte di suo figlio, il 25enne Maringleno. Il ragazzo precipitò dal tetto di un capannone mentre stava lavorando, ma secondo sua madre non è stato fatto tutto il possibile per salvarlo. Martedì 18 maggio, alle 9 e 20, la donna sarà di fronte al Tribunale per una manifestazione di protesta pacifica e continuerà a farlo anche nei prossimi giorni. “Perché - si chiede Lena - mio figlio è morto? Perché il suo corpo senza vita è stato tenuto in ospedale per cinque giorni senza autorizzare l’autopsia? E perché non è mi è stata data la possibilità di vedere il luogo dell’incidente”.

Il tragico infortunio si verificò nel 2011 a Narni Scalo. La madre di Maringleno, Lena Dodaj, da allora non ha mai smesso di lottare per la giustizia. Lena ha chiesto più volte alla magistratura di riaprire il caso per capire le cause della morte e fare piena luce sulle eventuali responsabilità. Una protesta che fa seguito agli scioperi della fame intrapresi in passato per chiedere di ricostruire i soccorsi e le cure prestati al giovane all'ospedale Santa Maria di Terni. Lena nel 2020 aveva presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Terni con una contestuale nuova richiesta di riapertura delle indagini, già più volte archiviate, a carico del personale sanitario del nosocomio ternano.

Nell'atto, a cui sono allegati nuovi documenti, la donna aveva chiesto come si possano accertare la cause dell'incidente sul lavoro se non è stato eseguito l'esame autoptico sul corpo del giovane. La donna incentra la sua tesi sull'ipotesi di ritardi nell'ingresso del figlio in sala operatoria. Ma come la Procura della Repubblica aveva già fatto presente alla donna, rispondendo anni fa ad una sua lettera, il datore di lavoro di Maringleno ha già ricevuto una condanna in primo grado. La mamma del ragazzo ritiene però che la giustizia non abbia fatto ancora il suo corso per intero e proprio per questo motivo non si dà per vinta.