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Covid, in Umbria nel 2020 spesi 40 milioni: rischio buco nei conti della sanità della Regione

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Fra. Mar.
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Il Covid all’Umbria è costato almeno 40 milioni nel 2020. E al momento non è chiaro quanto di questa somma verrà coperta dai finanziamenti dedicati all’emergenza stanziati dal governo. Del “conto” hanno parlato ieri in conferenza stampa l’assessore alla sanità, Luca Coletto e il direttore generale, Massimo Braganti che hanno specificato come “siano in itinere le valutazioni relative alle coperture”.

 

Questo aspetto, comune a tutte le regioni d’Italia, ha comportato lo slittamento della scadenza della presentazione del bilancio da fine aprile a fine giugno. Si lavora nelle commissioni salute. Il punto è che i servizi sanitari regionali hanno speso molto soprattutto in acquisto di dpi e sanificazione e va capito se i finanziamenti lo coprono. Posto che, ad esempio, molte spese dovevano essere rimborsate direttamente dalla struttura commissariale mentre non è arrivato ancora un centesimo. E 40 milioni potenzialmente “scoperti”, o anche solo parte di essi, assieme alle mancate entrate ovvero ai risicati ricavi causati dalle prestazioni non effettuate evocano lo spettro di un buco. “Ancora non abbiamo numeri definitivi - spiegano Coletto e Braganti - e senza quelli non si può ancora parlare di disavanzo”. Anche se Coletto aggiunge: “Che ci siano stati buchi in passato non c’è dubbio”. Ed è legato a problemi di copertura economica anche il capitolo vaccini in farmacia. “Ci sono 720 mila euro che non sappiamo se possono essere destinati a questo scopo oppure no” dice Braganti. Farmacisti e medici di medicina generale infatti sono in attesa di trovare una quadra. Capitolo dosi a nuove categorie: nell’attesa conferenza di ieri in cui si aspettava la comunicazione delle date per le prenotazioni è arrivata sì una data, ma non per prenotazioni vere e proprie. Da lunedì 17 maggio infatti le persone di età compresa tra 60 e 69 anni potranno accedere al portale vaccini della Regione e dare solo la loro “adesione”. “Poi noi li prenderemo in carico - ha spiegato il commissario Covid, Massimo D’Angelo - e massimo entro 10 giorni gli manderemo un sms con l’appuntamento per la somministrazione. Contiamo di iniziare in settimana anche i fragili di categoria 4 e i 50-59enni”. Degli over 40 richiesti da Figliuolo nemmeno una data indicativa.

 

L’assessore Coletto ha continuato a ribadire il concetto che “solo con vaccini ulteriori potremo vaccinare di più”. L’assessore ha inoltre aggiunto che “se salta una consegna il piano si blocca”. Da qui a fine giugno sono attese 203.508 dosi, ma 75.100 sono “da confermare”. Il commissario D’Angelo ha tenuto a sottolineare che l’Umbria non è indietro nella vaccinazione. Grafici alla mano ha spiegato che il cuore verde ha vaccinato 22000 over 70 in più rispetto alla media nazionale, ha 8 mila vaccinati in più ogni 100 mila abitanti e ha vaccinato 70 mila persone in più nella classe fragili e caregiver. Insomma, per la Regione, “senza questi due elementi oggi l’Umbria avrebbe concluso la fascia 60-69 e concluso gran parte dei 50-59 avviandosi ad aprire i 40-49”. D’Angelo ha poi sottolineato che i 60-69enni sono appena 43 mila. Quando avranno la loro prima dose da prenotati nessuno lo sa.