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Perugia, iniziate le verifiche della Chiesa sulla vita di Giampiero Morettini

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A Perugia è partita l’inchiesta di verifica sulla vita di Giampiero Morettini. Sulla sua fama di santità, sull’esercizio delle virtù eroiche vissute dal giovane divenuto un esempio per gli altri. Ieri, giovedì 13 maggio, il cardinale Gualtiero Bassetti ha annunciato l’apertura del processo diocesano informativo sul giovane seminarista morto a 37 anni. “Era il fruttivendolo di Castel del Piano - ricorda il parroco don Francesco Buono - la sua famiglia era originaria di Sant’Angelo di Celle e lui lavorava qui con i genitori e scaricava le cassette della frutta alle 4 del mattino”. Sarà lo stesso don Francesco a seguire il lungo e meticoloso iter previsto dalla Chiesa per individuare un nuovo Santo. 

“Sono previste due fasi una a Perugia una a Roma, alla congregazione dei Santi. I tempi non saranno brevi, saranno ascoltati diversi testimoni che l’hanno conosciuto e testimonieranno sulla veridicità della sua fama di santità. Sia in vita, nel momento della morte e dopo la morte avvenuta nel 2014”. Perché oggi in tanti si recano in pellegrinaggio nella sua tomba a Sant’Angelo di Celle. “Giampiero è stato una luce per gli altri e continua ad esserlo. Era un ragazzo come tanti lontano dalla chiesa dopo la Cresima - ricorda il parroco - Un giorno entra nel suo negozio una suora, gli impartisce la benedizione e gli lascia il segno della croce in fronte: lì accade qualcosa. In quel momento, dirà, mi sono sentito accarezzato dall’amore di Dio”.

La conversione per Giampiero è avvenuta: diventerà punto di riferimento per la parrocchia, supporto per i malati e esempio per tanti giovani. “Non fece un cammino, fece una corsa”, dice don Francesco. Con in tasca la terza media entra in seminario: riesce a imparare il latino e a leggere teologi come Tommaso d’Aquino. Mentre gioca a calcetto però Giampiero scopre di avere una malformazione alla valvola cardiaca. Si sottopone a un intervento ma giorno dopo giorno si spegne. Lasciando ai medici, agli amici e alla famiglia un messaggio di semplicità e concretezza. Come i grandi.