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Umbria, i baristi dicono basta alle restrizioni: "Vogliamo tornare a servire al banco"

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I baristi dicono basta alle restrizioni “incomprensibili” imposte dal governo anche alle regioni, come l’Umbria, ormai in zona gialla. “Vogliamo tornare a servire i nostri clienti al banco - dice Sonia Amandoli dell’Angolo del Caffè di Perugia - questi divieti sono inaccettabili anche perché, per quanto ci riguarda, lo scorso anno avevamo speso 400 euro per una vetrata che ci separasse dal cliente al banco rendendo impossibile il contagio”. Alessandro Rosi (Umami Bar di Foligno) spiega che a pesare c’è anche il coprifuoco: “Noi abbiamo investito molto sul dehor e lavoriamo bene anche solo con il servizio esterno ma il coprifuoco alle 22 è fuori dal mondo”. Da Terni, Luca e Simone Alpini del bar la Raffineria, auspicano che si possa tornare a servire al bancone i clienti in tempi.

 

 

“Continuare ad aspettare è soltanto un ulteriore danno che si va a sommare a tutti quelli che abbiamo già avuto in questo periodo di emergenza sanitaria - dicono - Per noi è ancora più penalizzante perché abbiamo pochi posti all’aperto e quindi dobbiamo anche fare i conti con il meteo. Capiamo il momento, ma rispettando le regole anti-Covid credo che si possa permettere di servire il cliente al bancone”. Fa eco ai due fratelli Roberto Diomei, del D'Istinto cafè di Terni, che sottolinea come il servizio al bancone sia importante sia per il cliente che per chi sta dietro: “C'è a chi piace prendere un caffè al volo e magari scambiare quattro chiacchiere – dice –. Già il fatto, comunque, che si possa restare aperti è già un segnale positivo che fino alle 22 ci sta permettendo di lavorare. Ora stiamo a vedere cosa succede l'importante credo sia aver ricominciato e rispettare le regole per cercare di lasciarci alle spalle questo brutto incubo che si chiama Covid-19”.

 

 

 

 

 

Romano Cardinali, presidente Fipe Confcommercio Umbria, evidenzia che per molti la possibilità di tornare a servire il caffè al banco rappresenta la vita. “Per chi non ha spazi esterni, in particolare - spiega - le perdite sono elevatissime. Speriamo che il nuovo Decreto metta fine a questa situazione facendoci tornare a lavorare pienamente, sempre nel rispetto di tutti i protocolli anti contagio”.