Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, l'impresa alla Via del Trasimeno di Giulia Ranzuglia: 160 chilometri in soli due giorni

Gabriele Burini
  • a
  • a
  • a

Percorre in Umbria la Via del Trasimeno a piedi in soli due giorni anziché nei classici sette. Lo ha fatto Giulia Ranzuglia, arrivata sulle sponde del lago da Treia, in provincia di Macerata. La zona gialla ha portato nei due weekend di maggio anche i primi turisti lenti al Trasimeno, un movimento che ha caratterizzato anche la scorsa estate. Tra i cammini più frequentati c’è stata appunto la Via del Trasimeno, 160 chilometri divisi in sette tappe di circa 22 l’una. Nell’estate 2020, secondo i dati riferiti dall’associazione Camminare Guarisce che ha ideato e promosso questo cammino, sono stati circa 140 le persone che hanno chiesto la credenziale per il cammino di una settimana da fine giugno. Sono i camminatori che prendono contatto con l’associazione, per cui non è possibile conoscere il numero di coloro che lo fanno in autonomia.

Giulia come detto, anziché effettuare il cammino in sette giorni, ne ha impiegati soltanto due (percorrendo 140 chilometri) sfruttando anche le sue qualità di podista. Una storia finita sui social, dove la sua impresa non è passata inosservata. “Ho cominciato ad affrontare i cammini da poco – dice Giulia, consulente in ambito delle risorse umane – In maniera amatoriale corro su strada e su trail, ma il Covid ha fatto saltare quasi tutte le gare, per cui ho deciso di effettuare le mie uscite nei sentieri, dove ho unito corsa e camminata. Conoscevo già il territorio, avendo partecipato alcuni anni fa alla Strasimeno e abitando non troppo distante".

E ha aggiunto: "Nel momento in cui riesco a ritagliarmi un po’ di tempo vado a ricercare i percorsi più belli e più vicini e da qualche mese avevo notato la Via del Trasimeno”. Un’esperienza in cui Giulia ha riscoperto la natura e i borghi: “E’ un cammino che s’immerge nel verde: le zone di strada asfaltata sono poche. Inoltre è organizzato bene; tocca vari borghi e se si ha una qualche necessità si riesce a trovare supporto – spiega Giulia – Ho unito una mia passione, la corsa, ad una nuova modalità di scoperta del territorio, quella del turismo lento, che mi ha portato a scoprire ancor di più una zona d’Italia a me vicina ma non del tutto approfondita come merita”.