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Castel Giorgio, fissata a settembre l'udienza al Consiglio di Stato sullo stop alla centrale geotermica

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Il Consiglio di Stato ha fissato per il prossimo 16 settembre l’udienza nella quale si pronuncerà sull’appello proposto dalla società Itw-Lkv Geotermia Italia contro la sentenza del Tar del Lazio con cui è stato annullato il permesso per la realizzazione del progetto pilota geotermico Castel Giorgio. “La sentenza emessa dal Tar - spiega il sindaco di Castel Giorgio, Andrea Garbini - rimarrà in vigore fino alla data dell’udienza del 16 settembre. Udienza nella quale il Comune di Castel Giorgio (nella foto), insieme agli altri Comuni coinvolti, le Regioni Lazio e Umbria e la Provincia di Viterbo confidano che il Consiglio di Stato confermerà le argomentazioni del Tar del Lazio mettendo così la parola fine all’impianto pilota di Castel Giorgio, così come lo stesso Consiglio di Stato ha già fatto per l’impianto di Torre Alfina”.

Era febbraio quando il Consiglio di Stato accoglieva l'appello con il quale i Comuni di Acquapendente, Castel Giorgio, Castel Viscardo e Orvieto, per il tramite dell’avvocato Michele Greco, esperto in diritto dell’ambiente, impugnavano la sentenza del Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso della società intenzionata a realizzare un impianto geotermico pilota, denominato appunto Torre Alfina. Una sentenza salutata con entusiasmo dal primo cittadino di Castel Giorgio, non soltanto perché scriveva la parola fine su quel progetto pilota geotermico che “non potrà essere realizzato, avendo ricevuto giudizio negativo di compatibilità ambientale ormai definitivo, ma anche perché ha affermato una serie di principi che faranno giurisprudenza in materia di geotermia e tutela dell’ambiente”. Il Consiglio di Stato, infatti, aveva accolto in toto le argomentazioni dell’avvocato Mochele Greco poste a fondamento dell’appello e riconosciuto che “il favor ordinamentale per la geotermia non oblitera le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica”. In altre parole, il Consiglio di Stato aveva chiarito una volta per tutte che “anche se finalizzati alla produzione di energia asseritamente rinnovabile, gli impianti geotermici sono comunque tenuti a rispettare le disposizioni di tutela in materia ambientale e paesaggistica, di rilevanza costituzionale e assolutamente inderogabili, senza poter godere di alcuna corsia preferenziale”.

“Questo tipo di impianti - sono le parole del sindaco - troppo spesso sono localizzati in zone assolutamente inidonee ad accoglierli, sacrificando così aree incontaminate dal punto di vista ambientale e paesaggistico per la produzione di pochi kw di energia”.