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Umbria, il Superbonus edilizia ancora non decolla. Maiotti: "Subito tagli alla burocrazia"

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“Il Superbonus rappresenta un’occasione unica per consolidare la ripresa dell’edilizia anche in Umbria, ma la misura rischia di perdersi nelle maglie della burocrazia”: a parlare è Francesco Marco Maiotti, componente del Comitato di Listino della Borsa immobiliare della Camera di Commercio dell’Umbria.I numeri sono emblematici. Secondo i dati elaborati dall’Istituto Enea aggiornati al 15 marzo, in Umbria sono 109 gli interventi effettuati sinora per quasi 9 milioni. A livello nazionale, ad oggi, dei quasi 19 miliardi dedicati alla misura, solo 670 milioni sono stati effettivamente richiesti per la cantierizzazione dei lavori. Un modesto 5%.

 

Quali possono essere i motivi di questa falsa partenza? “Il fattore principale può essere ricercato nei numerosi e ridondanti passaggi burocratici necessari per formulare la richiesta e poter mettere effettivamente in opera il cantiere, districandosi fra le numerosi asseverazioni iniziali, intermedie e finali protocollate dei tecnici con relativa loro assunzione di responsabilità”, evidenzia Maiotti. Una estrema lentezza e debolezza amministrativa più volte denunciata dalle associazioni di categoria interessate, dall’Ance a Cna e Confartigianato, e attribuita a praticamente tutti i 92 Comuni dell’Umbria. “Servono tagli decisi alla burocrazia - evidenzia Maiotti - A questo problema va ad aggiungersi la poca chiarezza informativa della reale opportunità offerta dal Superbonus e non ultimo, gli aumenti dei costi delle materie prime, che rischiano di depotenziare l’eccezionale portata di uno fra i pochi interventi statali intelligenti degli ultimi anni”.

 

 

“Da novembre a oggi il prezzo dell’acciaio è aumentato del 140%”, ha avuto modo di evidenziare nei giorni scorsi il direttore dell’Ance, Walter Ceccarini nell’evidenziare le tante difficoltà che stanno incontrando i costruttori. “L’imperativo deve essere quello di semplificare al massimo il Superbonus 110% per consolidare la ripresa dell’edilizia in Umbria e in Italia”- rimarca Maiotti - Come detto, purtroppo la complessità burocratica di queste misure fra tempi di attesa, documentazione e valutazioni di banche e aziende su cessione del credito o sconto in fattura, frenano gli effetti espansivi attesi. Ecco perchè “queste ottime misure agevolative hanno sicuramente bisogno di una prospettiva di lungo periodo, di una visione che ne consolidi gli effetti, per renderli strutturali nell'arco almeno di 10 o 20 anni, arrivando ad includere tutte le categorie catastali, anche non residenziali”. L’auspicio, evidenzia Maiotti, “è che tutto ciò non rappresenti l’ennesima occasione sprecata, frutto di un’ottica miope e di breve periodo, ma sia una riformulazione globale organica e strutturale degli incentivi a sostegno dell'edilizia”.