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Medici no vax, ancora linea morbida delle Regioni. Bassetti durissimo: "Andrebbero radiati"

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Ancora niente sospensioni per i sanitari no vax anti Covid individuati in Umbria. Sono scaduti i cinque giorni previsti dalla legge per le prime diffide inviate ma la Regione sta continuando a chiamare gli operatori per cercare di convincerli a prenotarsi. Molti, confermano le Usl, lo stanno facendo. Per gli altri si è scelta la “linea morbida”, anche se il decreto legge del primo aprile prevede tempi stretti e certi. In Umbria sono stati identificati 4.500 sanitari che non si sono ancora sottoposti al vaccino contro il Covid 19, a cui se ne aggiungono altri 1.500 circa iscritti agli ordini umbri ma che lavorano in altre regioni. 

Non è ovviamente un problema soltanto per l'Umbria. In Toscana sono 19.500 i professionisti della sanità che fino ad ora hanno scelto di evitare il vaccino. La regione ha riaperto l'apposita sezione nel suo portale e invitato gli operatori del settore a prenotarsi per la inoculazione. Anche in questo caso per ora è stata tenuta una linea morbida, ma è facile immaginare che in una seconda fase la Regione sarà inflessibile. Se lo augura chi da mesi sta combattendo contro il virus e cercando di salvare chi sia ammala. 

Sui medici no vax durissima presa di posizione di Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. Durante il programma L'aria che tira ha dichiarato che a suo avviso "chi oggi è contro i vaccini dovremmo avere la forza di radiarlo dall'ordine dei medici". E ancora: "Bisogna vaccinarsi e non si può scegliere il farmaco, perché non è come al banco del supermercato in cui si sceglie tra il prosciutto di Parma o il San Daniele. Se le istituzioni sanitare decidono un vaccino, va preso e basta". Su Facebook poi ha aggiunto: "Chi rifiuta il vaccino che non gli piace. Resterà senza. Peggio per lui".