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Covid in Umbria, la Regione valuta di allungare i tempi della seconda dose Pfizer a 35 giorni

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La Regione Umbria sta pensando di allungare a 35 giorni l’intervallo fra prima e seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna. Questo permetterebbe di ampliare la platea di quanti devono ancora ricevere le prime dosi. Secondo il Comitato tecnico scientifico si può arrivare fino a 42 giorni. Al momento l’intervallo è di tre settimane. “Stiamo valutando la possibilità di allungare i tempi per la seconda dose. Non arriverei ai 42 giorni, ma se serve ai 35 lo potremmo fare”, spiega l’assessore alla Salute Luca Coletto. “E’ una possibilità che stiamo considerando”, ribadisce il commissario regionale all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, “prenderemo una decisione quando avremo contezza della programmazione in base ai nuovi arrivi dei vaccini”. C’è chi si è già adeguato alla raccomandazione del Cts, vedi la Regione Lazio che ha ufficializzato il 35 giorni di intervallo a partire dal 17 maggio. 


Intanto ieri raffica di telefonate e richieste di chiarimenti da parte degli ultracinquantenni che hanno provato a prenotarsi per i vaccini. Anche se la Regione ha annunciato che in Umbria verranno aperte solo a partire dal 15 maggio, è passato il messaggio della struttura commissariale nazionale, diretta dal generale Francesco Paolo Figliuolo, per cui già da ieri in Italia potevano partire le prenotazioni per la fascia 50-59 anni. A questa categoria andrà il vaccino Pfizer e Moderna. “Proprio per loro si ipotizza l’intervallo di 35 giorni tra prima e seconda dose perché soggetti a una forma meno grave del virus rispetto alle fasce più anziane”. In contemporanea medici di base e farmacisti - l’accordo tuttavia ancora manca - dovrebbero avviare le vaccinazioni di 60-69 anni, con AstraZeneca e Moderna: anche se come tempi, in base alle consegne, per loro verrà comunque garantita la priorità rispetto agli over 50. Questi gli obiettivi di D’Angelo.

Con l’arrivo di ulteriori dosi verrà resa riprenotabile anche la categoria dei docenti e del personale scolastico. Intanto procede la selezione delle strutture nel capoluogo per ospitare un nuovo hub vaccinale da 2000 somministrazioni al giorno. Doveva partire entro la metà di maggio ma i tempi si sono allungati. Così come sono slittati quelli per le vaccinazioni in farmacia. Queste addirittura dovevano partire da inizio mese. Ma tanto senza dosi aggiuntive non si può andare oltre. La Regione ha comunicato a Figliuolo di poter effettuare fino a 18 mila somministrazioni al giorno. Per questo ha chiesto dosi adeguate, che però non sono ancora arrivate. Nemmeno le 50 mila aggiuntive che spettavano in base al piano nazionale per la presenza delle varianti già a febbraio. Al momento si è arrivati a 9.685 dosi, come record, alla data dell’8 maggio. Poco più della metà delle potenzialità dichiarate dal cuore verde.