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Aeroporto dell'Umbria, la Regione punta a comprare il 100% delle azioni: obiettivo salvare la Sase

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Allarme all'aeroporto dell'Umbria (foto Belfiore)

Alessandro Antonini
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La Regione si prende la maggioranza delle quote dell’aeroporto. Attraverso Sviluppumbria è pronta ad arrivare fino al 100%, se gli altri enti pubblici e privati soci si tireranno indietro di fronte al ripiano della perdita da 1,59 milioni di euro per il 2020 e alla ricapitalizzazione prevista dal piano industriale. Palazzo Donini - che conferma le intenzioni - utilizzerà per questo scopo parte dei 2.300.000 stanziati già a ottobre scorso a favore dello scalo per l’emergenza Covid. Si tratta di 1,8 milioni.

 

 

“Sviluppumbria destinerà le risorse alla sottoscrizione - è scritto in delibera di giunta del 28 aprile - del capitale di Sase spa, acquisendo la partecipazione nel proprio patrimonio, e alla dotazione di ulteriori mezzi patrimoniali per la copertura della perdita dell’esercizio 2020”. L’assemblea dei soci di Sviluppumbria è prevista per la fine di questo mese, a seguire quella della Sase per colmare il buco. L’operazione si inserisce all’interno del cosiddetto Quadro temporaneo Ue, ossia le normative emanate dalla commissione europea in tema di aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza della Covid-19. Il colpo assestato dal virus allo scalo umbro è stato duro. Tanto da azzerare la liquidità. A fronte di perdita di 1,59 milioni circa, fronteggiata da un patrimonio netto di 1.191.876 euro, per l’anno 2021 si profila “un fabbisogno finanziario di circa 3.400.000, con una totale assenza di liquidità prospettica già al 30 aprile 2021”, è scritto in una nota firmata Sase, società di gestione del San Francesco. Nella medesima nota si evidenzia “in tutta chiarezza l’impatto negativo prodotto dall’attuale contingenza emergenziale sulla situazione economico- finanziaria della società, i cui effetti sono dunque destinati a protrarsi anche nel corso dei prossimi anni e si ipotizza un percorso finalizzato alla ricapitalizzazione della società anche al fine di garantire efficienza e continuità alle attività dell’aeroporto regionale San Francesco di Assisi individuato, si rammenta, quale scalo di interesse nazionale dalle disposizioni normative vigenti”.

La società Sviluppumbria, controllata dalla Regione, detiene il 35,98% delle quote della Sase: con 1,8 milioni per le perdite si prenderebbe anche il 9,16% delle quote di Unicredit, che avrebbe già dichiarato di voler uscire e il 5,54 di Confindustria. Anche in questo caso è stata ventilata la volontà di non restare nella compagine. Già con queste la Regione sarebbe al 50,6%. Ma punta anche ad acquisire parte delle quote della Camera di Commercio, primo socio con il 37,74%: per vincoli normativi non potrà mantenere le quote attuali, hanno fatto già sapere dall’ente camerale. Stessa ipotesi per Ance (2,07%). Il Comune di Perugia, col 6,25% ha annunciato attraverso l’assessore delegato Gabriele Giottoli che parteciperà al ripiano ma è a rischio la ricapitalizzazione per problemi di bilancio. Punta a restare invece il Comune di Assisi, col 2,21% delle azioni. Poi ci sono altri 10 soci con lo zero virgola che potrebbero uscire. Per la ricapitalizzazione si fa sempre più strada l’ipotesi, già messa nero su bianco in precedenti atti di programmazione, dell’entrata di soci privati.