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Umbria, il mondo del vino muove anche il turismo

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Il risveglio del turismo passa anche per il mondo del vino. I numeri da zona bianca dell’Umbria, uniti alle prime riaperture del 26 aprile, stanno facendo ritrovare il gusto di spostarsi nella massima sicurezza. Esigenza a cui risponde in pieno il format “Vigneti aperti” proposto dal Movimento del turismo del vino e che prenderà il via proprio nella giornata di oggi. “L’iniziativa è stata appena pubblicizzata ma subito sono arrivate le prime prenotazioni- evidenzia Filippo Antonelli, presidente del Movimento che raccoglie quaranta cantine di tutta la regione - “Vigneti aperti” si basa su un programma molto fluido, spalmato sino a ottobre e diverso da cantina a cantina”. La proposta base prevede visita esterna della cantina, tour tra i vigneti e degustazioni. Poi c’è chi organizza mini concerti all’aria aperta, trekking, passeggiate in bicicletta o a cavallo.

 

 

Per motivi organizzativi la prenotazione è obbligatoria. “L’enoturismo sta facendo registrare piccoli segnali positivi - evidenzia Antonelli - cominciamo ad avere prenotazioni anche per settembre-ottobre, anche da stranieri, soprattutto nord europei”. Per Chiara Lungarotti, amministratore delegato del gruppo Lungarotti conosciuto in tutto il mondo, l’enoturismo “finalmente si sta risvegliando, anche se dobbiamo parlare ancora di un timidissimo risveglio”. Lorenzo Fasola Bologna, ceo di Castello Monte Vibiano, da anni organizza tour in bicicletta tra i vigneti della tenuta che si estende su oltre 500 ettari e ha quasi 13 mila alberi, di cui alcuni con più di 500 anni.

 

 

“Abbiamo trenta bici a disposizione degli enoturisti per i tour tra i vigneti che abbiamo ripreso dalla scorsa settimana - racconta - per questa domenica abbiamo il pienone. Abbiamo anche prenotazioni per il lungo periodo, persino di americani tra settembre e ottobre. Credo in parte sia merito anche della grande fiducia che gli stranieri rivestono sulla figura di Mario Draghi”. Stranieri ma non solo. “Quello che più fa piacere - evidenzia Fasola Bologna - è che tra i partecipanti ai tour ci sono anche tanti umbri. Umbri che vanno alla scoperta di quell’Umbria che prima del Covid sembravano snobbare. E’ davvero un bel segnale”.