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Lavoro in Umbria, più di 15 mila assunzioni programmate entro luglio. Mencaroni: "Ripresa evidente"

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“Le imprese umbre hanno ripreso a generare occupazione”: a dirlo è Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio regionale. Stando all’ultimo bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, nel trimestre maggio-luglio 2021 le aziende con almeno un dipendente hanno programmato 15.260 assunzioni, 4.920 delle quali sono previste per il mese di maggio. Tuttavia soltanto il 30% della nuova forza lavoro sarà stabile ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Nel 70% dei casi - ed è questa la nota negativa - si tratta di una occupazione a termine, a volte con contratti di durata predefinita, anche molto breve. Il 60% dei nuovi contratti riguarda il settore dei servizi, a dimostrazione come la regione si stia mettendo in movimento. Quindi alberghi, ristoranti, trasporti, attività di consulenza e marketing. In particolare, le entrate previste riguardano il 37% operai specializzati e conduttori di impianti; il 28% professioni commerciali e dei servizi; il 14% dirigenti, specialisti e tecnici; il 7% impiegati; il 14% profili generici.

 

Sempre consistente la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (39 casi su 100) anche a seguito di una elevata richiesta di esperienza che aumenta rispetto alla situazione pre-Covid.
“I dati suoi programmi occupazionali delle imprese per questo mese di maggio e per il trimestre maggio-luglio 2021 sono indiscutibilmente molto buoni - commenta Mencaroni - Tuttavia, non dobbiamo sottovalutare il fatto che il confronto tendenziale è calcolato sul mese di maggio 2020, quando la grande maggioranza delle attività produttive stava appena uscendo dal primo grande lockdown generale. Da sottolineare il fatto che in termini occupazionali questo maggio 2021 ci riporta sulle posizioni pre-Covid di maggio 2019, distanti appena 50 posti di lavoro in meno”.

 

Resta al momento in stallo il settore economico creativo e culturale, che - insieme al comparto del turismo - è quello che ha sofferto di più nel periodo della pandemia. Per il momento, dal punto di vista occupazionale, il settore ha retto e ha dato lavoro, nel 2020, a 7.650 persone, di cui 6.351 nella provincia di Perugia e 1.299 a Terni. Su base tendenziale non ci sono particolari scostamenti rispetto al pre-Covid.
“Il 2021 probabilmente non ci regalerà numeri al rialzo - evidenzia il presidente Mencaroni - I dati sul dinamismo dei settori coinvolti, aggiornati al 31 marzo 2021, ci consegnano un saldo negativo tra aperture e cessazioni mentre gli addetti risultano 7.708”.