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Terni, tornano i mosaici sulla fontana di piazza Tacito. Usate copie delle tessere originali. Inaugurazione entro l'anno

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I mosaici della fontana di piazza Tacito, a Terni, ritornano al proprio posto. A confermarlo è l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Benedetta Salvati, che parla di come i tecnici stanno sistemando le varie tessere. Si tratta di copie di quelle originali. Un lavoro certosino curato dagli esperti che dal 2019 stanno eseguendo l’intervento di restyling, ovvero il raggruppamento Zodiaco formato dalle ditte Carla Tomasi Srl, Studio Crc di Paolo Pastorello e Anna Borzomati. Dopo le delicate fasi di pulitura e sistemazione in sicurezza del monumento, è iniziato l’intervento sui mosaici come si può notare nella foto di Stefano Principi. Una volta distaccate le tessere originali che, restaurate, dovranno trovare una sede adeguata per la loro musealizzazione come previsto e concordato con la Soprintendenza, si è passati all’opera di ripulitura e allo studio dei colori e dei materiali.

“La scelta della staccare l’opera musiva e realizzarne una copia ex novo - si spiega nella relazione effettuata dalla ditta - riveste indubbiamente un carattere di eccezionalità nella pratica del restauro, ma deriva dalla consapevolezza che la tutela dell’opera d’arte non è compatibile con la sua permanenza in loco”. Non sarà semplice riuscire a trovare uno spazio adeguato, viste le notevoli dimensioni dell’opera: l’intero disegno del catino conta una circonferenza di 23 metri di diametro.

Una prima ipotesi prevedeva la sistemazione del mosaico sul parco che dovrebbe sorgere a Pentima, in cima alla discarica dell’Ast. Ma di recente si sta facendo strada un’altra ipotesi avanzata dalla Fondazione Carit, ovvero di ospitare i mosaici di Corrado Cagli all’interno della ex sede della Banca d’Italia. La Fondazione Carit ha acquisito per circa tre milioni di euro lo storico palazzo con l’intenzione di farne sede per un museo di arte contemporanea. Si tratterebbe senza dubbio di una soluzione in grado di completare il cerchio culturale che ruota attorno alla fontana che parte dai sotterranei con il sistema di impianti tecnologici di indubbia importanza per la storia archeologica e industriale della città per poi arrivare all’eventuale museo nell’ex filiale della Banca d’Italia. Il palazzo richiede il restauro ed è vincolato dalla Soprintendenza. Dal Comune al momento non si esprimono: “C’è ancora tempo per la musealizzazione - taglia corto l’assessore Salvati -  per adesso dobbiamo pensare a completare il restauro della fontana”. L’obiettivo è riuscire a tagliare il nastro entro l’anno.