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Umbria, ultimatum ai sanitari no vax: oltre 5mila rischiano sospensione lavoro e blocco stipendio

Alessandro Antonini
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Ultimatum ad oltre cinquemila sanitari no vax. O si immunizzano oppure verranno sospesi dalla professione, con il blocco dello stipendio. La Regione Umbria dopo aver ricevuto le liste degli operatori saniatari pubblici e privati, di tutte le professioni - oltre 36 persone - ha stilato l’elenco dei nominativi di coloro che non risultano vaccinati. Altrettante lettere saranno inviate alle singole aziende di appartenenza e agli stessi ordini per far scattare l’aut aut. A questo punto medici, infermieri e operatori vari hanno tempo cinque giorni: se non aderiscono alla campagna anti Covid verranno sospesi e non potranno esercitare la professione.

Al momento manca all’appello la lista di un ordine professionale che ha sbagliato a inviare i codici fiscali, ma i numeri già sono stati computati. Si tratta di 4.537 professionisti - di tutte le professioni sanitarie - che lavorano in Umbria e 1.283 fuori regione. Sono 5.820 in totale La stima di 5.000 persone (il 13,8% del totale) effettuata da Umbria digitale all’inizio di aprile non è andata lontana.
Vi è ricompreso, come da dl 44 “chi esercita le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita anticovid: la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

Sono esentate solo le persone con motivati problemi di salute. La tempistica dell'ultimatum è scandita dallo stesso decreto legge. Entro dieci giorni dalla data di ricezione degli elenchi le regioni e le province autonome, per il tramite dei servizi informativi vaccinali, verificano lo stato vaccinale di ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi. Individuati i non vaccinati, i nominativi vengono inviati alle aziende sanitarie: queste invitano gli interessati a produrre entro cinque giorni , la documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione, l'avvenuta prenotazione o l'esenzione per motivi di salute. Se scaduto questo lasso di tempo non arriva la documentazione, l'azienda sanitaria dispone “senza ritardo” l'obbligo di vaccinazione indicando modi e tempi. Altrimenti scatta la sospensione con la segnalazione immediata ai vari ordini professionali. In caso di presentazione di documentazione attestante la “richiesta di vaccinazione”, ossia la prenotazione, l'azienda sanitaria locale “invita l'interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l'adempimento all'obbligo vaccinale”.