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Turismo in Umbria, segni di ripresa nel primo weekend di riapertura

Sabrina Busiri Vici
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Il primo fine settimana di zona gialla in Umbria si è concluso “con timidi segni di ripresa per il turismo che fanno comunque ben sperare”. Lo dice il presidente regionale di Federalberghi, Simone Fittuccia. “Una ripartenza in cui le condizione meteorologiche non hanno aiutato tant’è che solo il 50% delle strutture ricettive ha riaperto. E parliamo soprattutto di quelle di piccole e medie dimensione” precisa.

 

A far scegliere la strada della prudenza è stato, secondo Fittuccia, un flusso di prenotazioni ancora limitato a uno, due, massimo tre giorni. “Il tasso di occupazione delle camere - rileva Federalberghi - , si è attestato nel weekend tra il 20 e 30%. Su tutti Assisi arrivata fino al 40%. Buono lo sprint anche di Orvieto, Todi e Gubbio. Ritornano i camperisti al lago Trasimeno dove si attende però una vera ripresa a partire da fine mese. Segnali positivi arrivano dalla ristorazione: “I locali si sono attrezzati con tavoli all’esterno e a pranzo i numeri sono stati significativi in molte realtà ma il meteo non è stato clemente”, ha precisato Romano Cardinali, presidente Federazione pubblici esercizi (Fipe Umbria). “C’è tanta voglia di normalità - aggiunge - nonostante le condizioni climatiche ancora avverse e le restrizioni. Speriamo che almeno arrivino presto i nuovi coefficienti”.
Il passeggio è stato vivace nei centri storici dove i negozi aperti hanno invogliato all’acquisto e i dehor allestiti un po’ ovunque hanno spinto a sedersi al bar. C’è pure chi si è dedicato a lunghe camminate.
Grande interesse anche per la riapertura dei musei. “Ottimo risultato per il paleontologico Luigi Boldrini di Pietrafitta”, racconta Stefano Grilli di Sistema Museo. “Appena abbiamo saputo che potevano riaprire anche nel fine settimana ci siamo attrezzati e fin dai primi giorni sono arrivate le richieste soprattutto dalle regioni vicine.

 

 

Il cattivo tempo di sabato ha spinto ulteriormente la fruizione proprio perché la visita al museo ha rappresentato per molte famiglie una valida alternativa alla scampagnata”. A calmierare i flussi ovviamente è stato l’obbligo di prenotazione e le misure anti covid: “Nell’arco di una giornata riusciamo ad organizzare - racconta ancora Grilli - quattro visite guidate per un massimo di otto persone a tour. Al Paleontologico abbiamo raggiunto quasi il tutto esaurito sia sabato che domenica”. La ripresa è stata caratterizzata da un turismo di prossimità. “Ci mancano ancora gli stranieri”. Lo rileva Miriam Scognamillo, presidente dell’associazione Umbria Terra Viva che da oltre trent’anni organizza il mercato Bio Umbria Art a Perugia. Una ventina di stand in piazza Italia che propongono prodotti agricoli e di artigianato. “Il flusso di visitatori è stato continuo, niente a che vedere però con numeri pre covid” precisa Scognamillo. Serrati i controlli delle forze dell’ordine in centri urbani e aree verdi.