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Orvieto, asilo nido chiuso per Covid. Registrato un caso positivo. Al via i tamponi molecolari

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A Orvieto il sindaco, Roberta Tardani, ha firmato, venerdì 30 aprile, l’ordinanza con cui si dispone la chiusura temporanea e precauzionale dell’asilo nido comunale Girotondo di Sferracavallo dove è stato riscontrato un caso di positività al Covid 19 tra i bambini. La struttura resterà chiusa fino all'8 maggio in attesa che vengano effettuati i tamponi molecolari agli operatori e a tutta la popolazione scolastica del nido.

La cooperativa sociale Il Quadrifoglio Onlus, concessionaria del servizio dei nidi comunali, provvederà alla completa sanificazione delle aule e delle aree comuni del nido. Gli ultimi dati disponibili, quelli relativi a giovedì 29 aprile, parlavano di 31 persone sul territorio comunale positive al Covid 19, 28 in isolamento contumaciale, tre ricoverati e 634 guariti. Ascoltata in audizione dalla terza commissione consiliare del consiglio regionale dell'Umbria, che sta lavorando alla definizione del nuovo piano sanitario regionale, intanto il primo cittadino ha ribadito le criticità che si trova ad affrontare ormai da tempo il Santa Maria della Stella. Problemi di carenza di risorse, umane e tecnologiche, che negli anni hanno indebolito i vari reparti e di conseguenza il ruolo di emergenza-urgenza al quale è vocata la struttura sanitaria che proprio per la sua definizione deve rispondere ai criteri ministeriali previsti. “Con l'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, e il direttore generale dell'Usl Umbria 2, Massimo De Fino - riferisce Tardani - abbiamo iniziato sin da subito un confronto su questi temi e hanno condiviso con me la necessità di investire maggiormente sul nostro ospedale.

Sono stati risolti in questi mesi alcuni problemi di carattere organizzativo e si è avviato un percorso per risolvere quelli legati alla carenza di personale, ma purtroppo si registrano criticità ancora in quasi tutti i reparti”. È nel nuovo piano sanitario regionale, dunque, che andrà rafforzata la mission complessiva dell’ ospedale di Orvieto, soprattutto per il ruolo di cerniera con l’alto Lazio e la bassa Toscana e, quindi, un bacino potenziale di 120 mila abitanti, così da rendere maggiormente attrattiva la sanità umbra.