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Suarez, all'esame farsa non sa scrivere nemmeno il nome di un bambino per l'autografo

Francesca Marruco
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Quando l’esaminatore, Lorenza Rocca, gli chiede un autografo per due ragazzini, Suarez - che ha appena superato la prova di  conoscenza dell’italiano a livello B1 - gli porge la penna e gli chiede di scrivere lui il nome del bambino. Il bomber non sa scrivere nemmeno “Giacomo”. Poco prima l’altro esaminatore (non indagato, ndr) gli aveva detto “è stato fortunato, che l’esame è solo orale”. Ma per la Procura di Perugia di Raffaele Cantone, anche grazie al video catturato dalle telecamere nascoste piazzate all’interno dell’aula in cui si è tenuto l’esame di Suarez, la fortuna sembra aver  poco a che fare con il superamento della prova da parte del pistolero.

 

Per questo ha da poco fatto recapitare l’avviso di conclusione delle indagini preliminare all’ex rettrice, Giuliana Grego Bolli, all’ex direttore generale, Simone Olivieri, alla professoressa di italiano, Stefania Spina e all’avvocatessa della Juve, Maria Cesarina Turco. I magistrati Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti contestano loro di aver istituito - con una delibera falsa - una sessione ad hoc per il giocatore, giustificata con il covid e di aver inviato al bomber i contenuti della prova che gli sarebbe stata sottoposta all’esame. A ben guardare il video - che è stato depositato agli atti con l’avviso di conclusione delle indagini -, le famose scene di vita che vengono fatte commentare al calciatore sembrano concordate. Ad un certo punto l’esaminatore Lorenza Rocca (che ha patteggiato un anno, ndr), dice “passiamo alle immagini” e l’altro sembra cercare quella giusta. Tanto che a Rocca chiede “Ma quale era?”. “Quella della famiglia” risponde. E qui, come già nei cinque minuti precedenti, riprende il teatrino del pistolero. “Ci sono papà, mamma, bambino, bambino porta cocomera” dice. E poi, parlando delle famiglie numerose in Uruguay aggiunge: “Mia molie ha tre hermano..”, “fratelli” lo correggono.

 

 

Del figlio minore dice “il più piccolo avere due anni”. E insomma, tra un verbo all’infinito e una parola in spagnolo, il velocissimo esame volge al termine in un clima estremamente rilassato, con gli esaminatori che fanno battute e ridono con il bomber. Poco importa che anche sul finale della prova in un dialogo che Rocca gli ha praticamente parafrasato per intero prima di intraprenderlo, dica “io parlare con mia molie  preguntare”. Fuori dalla porta ci sono tre ragazzini che scalpitano per il selfie e l’autografo che qualcuno ha promesso loro. Prima però la foto ricordo col pistolero se la fanno Grego Bolli, Spina e Olivieri, che chiede espressamente al bomber e al suo staff se l’immagine può essere utilizzata dall’Università. In venti minuti, autografi e selfie compresi, Suarez guadagna il certificato di conoscenza della lingua italiana.