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Covid in Umbria, doppio vaccine day per i fragili ma frenano le prenotazioni dei caregiver

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Ale.Ant. e Fra.Mar.
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Due vaccine days per anticipare l’immunizzazione di 10mila fragili con Pfizer. Scelte già le date: il 9 e il 16 maggio. Lo ha annunciato la Regione dell’Umbria in conferenza stampa. Ma servono i vaccini. Che al momento mancano: tanto che ieri, a un giorno dallo sblocco delle prenotazioni per familiari e caregiver, gli appuntamenti sono stati di nuovo sospesi.


Ieri il cuore verde (aggiornamento delle 6:01) aveva somministrato 294.414 dosi su 331.975 consegnate (88,7%), record nazionale. Però le scorte languono: le 37.561 con la media target di 8.500 dosi (con potenzialità di 18.000) non bastano per cinque giorni. 
“Il numero di dosi di vaccino inoculate non va intesa come una gara, bensì come un importante indicatore per misurare l’efficienza delle nostre strutture”, ha detto l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, affiancato dal direttore regionale alla Salute e Welfare, Massimo Braganti, il commissario covid, Massimo D’Angelo, gli amministratori di Umbria Salute e Umbria Digitale, Giancarlo Bizzarri e Fortunato Bianconi, i dottori Carla Bietta e Mauro Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale. Il problema è che accelerando su alcune categorie si deve frenare sulle altre, in assenza di scorte. Dopo il primo giorno con 5.800 prenotazione di familiari e caregiver, ieri lo stop. Anche perché il numero è di rilievo. “Stimiamo che su 100 fragili per la metà sono eleggibili i caregiver e per un quarto i rispettivi famigliari”, ha detto Braganti.


D’Angelo ha spiegato che per gli 89mila ultraottantenni siamo all’85% tra prenotati e vaccinati prima dose. Il restante 5% sarà raggiunto casa per casa dai team vaccinali itineranti dell’Esercito che somministreranno un’unica dose di Jhonson&Johnson. “Tra il 15 e il 20 di maggio si prevede di completare la vaccinazione per i soggetti di età compresa tra i 70 e 79 anni”, ha annunciato il commissario Covid.
In attesa dello sblocco dell’accordo con i farmacisti - non collima ancora la richiesta economica con la disponibilità della Regione - si punta agli hub aziendali per vaccinari i dipendenti delle attività produttive. Ma solo dopo gli ultrasessantenni. In parallelo si partità con i 60-69. E’ ipotizzabile chiudere la campagna vaccinale entro luglio? “Solo se avremo a disposizioni dosi per somministrare 18 mila vaccini al giorno”, ha concluso D’Angelo.