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Covid in Umbria, immunizzazione parziale per un residente su tre. Ricoveri sotto soglia 200

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Alessandro Antonini
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Hanno superato quota 200 mila gli umbri vaccinati almeno con una dose contro il Covid. Per la precisione sono 204.832, dato di ieri alle 8:00 fornito dalla Regione. Di questi 79.700 hanno completato il ciclo. Ma anche con una sola iniezione sono parzialmente resistenti al virus, così come i 52.688 soggetti certificati che hanno contratto la malattia. Sommando le due cifre, si arriva a 257.520: più di un terzo della popolazione vaccinabile, pari a circa 760 mila persone. L’immunità di gregge è ancora distante, ma calcolando una quota presunta di asintomatici l’effetto vaccini è nei numeri. E anche se non è possibile fare distinzioni tra l’immunizzazione e le misure di distanziamento adottate, la curva dei contagi è in progressiva diminuzione: 96 i casi ieri, un morto, 82 guariti (attualmente positivi in leggera crescita, a quota 2.298) ma soprattutto i ricoveri Covid complessivi che scendono sotto la soglia psicologica dei 200. Anche se al loro interno crescono di due le terapie intensive (33).


La vaccinazione continua tra alti e bassi: sono dovuti alle quantità di scorte ancora altalenanti.
Ieri erano 283.711 le dosi complessive somministrate su 301.555 consegnate (94,1). Secondo posto nazionale dietro alle Marche. Ma le scorte bastano per meno di due giorni. Altrimenti occorre rallentare. Oggi è previsto lo sblocco delle prenotazioni dei famigliari e dei caregiver di una parte dei soggetti fragili. Sono quattro persone per ogni “vulnerabile”. Ma nella definizione degli appuntamenti verrà data priorità a coloro che hanno le patologie.

A seguire i conviventi e coloro che li assistono. I tempi? Sono legati all’arrivo delle dosi. Oggi si attendono le 34.000 Pfizer, poi i primi di maggio l’altra maxi consegna da 26 mila AstraZeneca. Ma con il ritmo dell’ultimo giorno basteranno per una settimana. Per completare i 70-79 e avviare a pieno ritmo i 60-69enni (già vaccinati i 777 come riservisti) si attende l’accordo tra medici di base e farmacisti: è stata presentata una proposta anche economica alla Regione. Manca però l’ok. Così come si attende il disco verde per gli hub vaccinali delle imprese. Messi già i paletti: dovranno avere una capienza per somministrare almeno 500 dosi al giorno.