Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid Umbria, matrimoni fermi, la storia di Michela e Marco: "Costretti per tre volte a cambiare data"

  • a
  • a
  • a

“Chiediamo solo di realizzare un sogno: sposarci”. A parlare è un coppia di futuri sposi: lui si chiama Marco Antifora ha 36 anni ed è un ufficiale in servizio al Centro di selezione dell’Esercito di Foligno, città in cui vive con Michela Cimarelli, 30 anni, commessa in un negozio di Corso Cavour. “Siamo fidanzati da quattro anni e mezzo - racconta Marco - ad agosto del 2019 le ho chiesto di diventare mia moglie e abbiamo cominciato a organizzare tutto. La data scelta era quella del 26 giugno 2020. Avevamo prenotato chiesa, ristorante, fiori, parrucchiera, abiti nunziali... Tutto, insomma. Ma ci si è messo il Covid con le restrizioni che sono state imposte a livello nazionale per cui, in piena emergenza, non abbiamo potuto far altro che spostare”. Il cambio di data ha comportato anche un cambio di location.

 

 

“Il ristorante che avevamo scelto per giugno non era disponibile per il 3 ottobre, la nuova data che avevamo individuato - spiega Michela - Così è stata trovata una nuova struttura e abbiamo ricominciato con i nostri preparativi. Ma in prossimità del fatidico giorno, ecco che si sono presentati nuovi problemi legati all’emergenza sanitaria. Le linee guida non erano chiare, noi avevamo 150 invitati, per cui abbiamo dovuto fermare tutto e spostare ancora”. Le nozze di Michela e Marco sono state ora fissate per domenica 11 luglio. “Non è stato facile trovare la nuova data - spiegano i futuri sposi - perché nel frattempo i nostri fornitori avevano preso nuovi impegni. Del resto noi non potevamo rischiare di ricominciare tutto da zero, per cui abbiamo trovato una soluzione di compromesso”. La stessa che andrà cercata anche per il viaggio di nozze. “Volevamo fare qualcosa di speciale ma in questa situazione è impossibile prenotare un volo o una nave a così lungo termine, non ce la sentiamo. Per cui abbiamo deciso che resteremo in Italia. Probabilmente troveremo rifugio in Puglia”. 

 

 

Un sogno che si potrà realizzare se, ovviamente, nel frattempo arriveranno indicazioni per un comparto, quello del wedding plan, che sembra essere stato dimenticato dal governo Draghi. Martedì anche una delegazione dall’Umbria ha partecipato alla manifestazione di protesta organizzata dalle associazioni di categoria del settore. Verusca Berrettoni, coordinatrice regionale di Federmep, parla di una perdita di fatturato diretto di oltre 12 milioni in un anno. L’intero comparto, invece, conta 1.200 imprese per un fatturato che si aggira intorno ai 300 milioni annui. “Servono scelte politiche coraggiose”, dice Marco Antifora. Verusca Berrettoni evidenzia come il decreto Draghi, nel non menzionare il settore, abbia portato a un rinvio di tutte le cerimonie che erano state fissate per aprile, maggio e giugno. “Per giugno in realtà c’è chi è ancora in bilico - evidenzia - nella speranza che un nuovo decreto imponga finalmente una positiva svolta rimettendo in moto l’intero comparto”.