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Vaccini, apre il cva di Ponte San Giovanni

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E’ prevista nel fine settimana, presumibilmente per venerdì 30 aprile, l’apertura del centro di vaccinazione di Ponte San Giovanni a Perugia.
“E' da febbraio - commenta ancora una volta Gianfranco Mincigrucci, presidente della Consulta dei Rioni e delle associazioni di Ponte San Giovanni - che abbiamo sospeso le attività, perché ci era stato detto che i primi di marzo sarebbe stato aperto il punto vaccinazioni nel nostro territorio. E poi è stato rinviato ad inizio aprile e poi a fine mese.

 

 

 

A distanza di quasi tre mesi - ha ribadito ieri in una nota ufficiale - nessuna comunicazione ci è stata fornita e non ci sono indicazioni che ci portano a sperare che la cosa avvenga a breve. È lecito sapere, dall'assessore alla Sanità della Regione Luca Coletto - chiedono le associazioni di Ponte San Giovanni - se c'è ancora la volontà di aprire il cva alle vaccinazioni e soprattutto quando. Nel caso in cui la Regione e lo stesso assessore avessero cambiato idea, ce lo facessero sapere, perché noi abbiamo intenzione di riaprire alle attività delle associazioni sportive che oggi sono in grande difficoltà per mancanza di spazi". 
Nessuno in realtà ha cambiato idea ma come sempre c’è una variabile che condiziona l’organizzazione dei vaccini e delle stesse prenotazioni. E vale a dire la disponibilità di fiale da poter somministrare ai cittadini. Una volta chiarite le questioni organizzative dunque anche il secondo punto vaccinazione del capoluogo sarà operativo. 
I ventimila residenti nel più popoloso quartiere perugino sono ad oggi dirottati, in parte nel centro di vaccinazione di Ponte D’Oddi ma soprattutto nella vicina e più comoda Torgiano. 

 

 


“Quello che ci dispiace è non avere avuto notizie chiare. In questi giorni di parziale ripresa da parte di alcune attività, molte associazioni ci contattano - spiega Mincigrucci - per sapere se potranno ripartire con le loro attività o meno”. Sono sedici le associazioni afferenti alla Consulta di Ponte San Giovanni, gruppi di tutte le età che si dedicano ad attività sportive, tempo libero, ballo e soprattutto socializzazione.
“In molti casi si stanno organizzando con altre strutture e spazi privati nella zona. Nel caso del ballo stanno continuando a fare lezione a distanza. C’è poi il gruppo degli anziani che vengono seguiti per la ginnastica dolce che probabilmente per quest’anno dovrà rinunciare a proseguire. Vedremo, certo - aggiunge - il 2021 sarà un anno di attesa da questo punto di vista. Ciò non toglie che per noi la vaccinazione è la cosa più importante e non abbiamo esitato un attimo nel condividere la scelta di mettere a disposizione il cva”. Nei programmi iniziali lo spazio dovrebbe ritornare in possesso della Consulta e di tutte le associazioni ad ottobre. Ma anche in questo caso la risposta la darà l’organizzazione della campagna vaccinale. “Questa pausa potrebbe però essere l’occasione per andare a rivedere alcune situazioni: penso a una sede senza costi aggiuntivi per i volontari della Croce Bianca - chiude Mincigrucci - ad oggi non trovando altra sistemazione si ritrovano a pagare ogni mese 700 euro e questo credo che per un’attività di assistenza e di volontariato sia una anomalia da sanare”.