Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, terrorismo suprematista: denunciati due giovani

Fra. Mar.
  • a
  • a
  • a

Dopo l’analisi di telefoni cellulari, pc, e documenti sequestrati nelle abitazioni di due giovani residenti in provincia di Perugia per entrambi è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata. Secondo quanto emerso infatti i due - una diciottenne di Gubbio e un 24enne di Castiglione del Lago - oltre a far parte dei una della chat create da Andrea Cavalleri, il 22enne di Savona che venne arrestato alla fine di gennaio perché ritenuto responsabile di aver costituito un'organizzazione - denominata “Nuovo Ordine Sociale” - di matrice nazionalsocialista, finalizzata al reclutamento di altri volontari e alla pianificazione di atti estremi e violenti a scopo eversivo. Una delle chat - su piattaforma Telegram - al centro dell’inchiesta era denominata “Vento bloccato”.

 

Dentro c’era scritto: “ Purtroppo si spargerà molto sangue, ma per una buona causa. Finalmente i liberali, i marxisti, i capitalisti si renderanno conto di cosa hanno provocato”. In queste chat si incoraggiava lo “School shoothing”: “In tre possiamo coprire tutte le uscite della scuola” scriva un utente, “io mi divertirei più classe per classe, col lanciafiamme e un ak47 di scorta, io vogli o guardarli in faccia e sentirli urlare, una goduria”. C'è poi una seconda chat, questa creata su WhatsApp, denominata proprio “Nuovo ordine sociale”, di cui facevano parte 38 persone. “Sarò un Traini 2.0”, diceva il 22enne di savona. E della chat, facevano parte più che altro giovanissimi, come gli umbri. A gennaio le loro abitazioni vennero perquisite da non indagati dagli agenti della Digos di Perugia guidati dal vice questore, Gianfranco Leva che acquisirono diverso materiale. In quel momento non vennero immediatamente denunciati perché gli inquirenti dovevano approfondire il loro grado di adesione al progetto eversivo del giovane ligure. 

 


Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Genova, che ha coordinato le indagini condotte dalle Digos di Genova e Savona e dal Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nelle chat si “propagandava idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale e istigava a commettere atti di violenza per motivi razziali e religiosi, contro i neri e gli ebrei, minimizzato gravemente la Shoah e anzi manifestando idee apologetiche della stessa e dei crimini di genocidio”.