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Orvieto, dimezzato il numero degli operai forestali. E il 40 per cento ha problemi di salute

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Farsi parte attiva nei confronti della Regione e dei vertici dell’Agenzia regionale forestale affinché il territorio possa essere dotato di un numero adeguato di operai forestali in relazione all'estensione e complessità del comprensorio stesso. Questa la richiesta portata all'attenzione del consiglio comunale di Orvieto con un'interpellanza dal capogruppo del gruppo Misto, Stefano Olimpieri, che ha sottolineato come il territorio dell'ex Onat abbia subito una diminuzione di personale in percentuale molto più elevata rispetto al resto dell’Umbria. Nel corso degli anni, infatti, gli operai, prima delle Comunità montane, oggi dell’Agenzia forestale sono scesi dai 70 del 2012 ai 35 del 2019, con evidenti difficoltà nella gestione operativa.

Dei 35 operai rimasti in servizio alcuni sono prossimi alla pensione, mentre circa il 40 per cento risulta avere delle inabilità fisiche che ne impediscono la piena operatività. “Risulta quanto mai necessario – ha detto Olimpieri – che tra le cinque aree in cui è divisa l’Agenzia forestale regionale venga ristabilito un riequilibrio rispetto al numero degli operai. Non è più sostenibile un'oggettiva disparità tra le varie aree, così come non è più accettabile che il nostro territorio non abbia quella giusta attenzione che, invece, ricevono altri territori regionali. Non si tratta di sterile campanilismo, ma di rivendicare pari dignità e pari considerazione alla stessa stregua di tutte le altre realtà regionali”. Una necessità avvertita anche dal sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli, convinto dell'opportunità di richiedere l'attivazione nei confronti della Regione e dei vertici dell'Afor regionale. Nei giorni scorsi il Comune ai piedi del Peglia ha sottoscritto una convenzione con l'Afor per l'utilizzo di personale forestale per lo svolgimento di servizi tra cui la manutenzione del verde e la manutenzione stradale.

Dal canto suo, il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, ha ritenuto opportune le sollecitazioni. “Oggettivamente – ha detto il primo cittadino, con delega all'Ambiente – c'è una forte disparità tra le zone dell’Umbria non coerente con la loro dimensione territoriale. Mi sono fatta portavoce rispetto a questa tematica con altri sindaci afferenti l’area della Comunità montana e ho riscontrato che c’è massima disponibilità. Ho già parlato con l’assessore regionale competente che ha assicurato il suo intervento. Quanto prima attiveremo un tavolo con l’Agenzia regionale forestale".