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Covid in Umbria, 17 mila lavoratori tornano in servizio con le riaperture di bar e ristoranti

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Alessandro Antonini
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Le riaperture di domani, 26 aprile, interessano circa 17mila lavoratori umbri. Con la ripresa di pranzi e cene all’aperto dei 5.000 pubblici esercizi - bar, ristoranti, pub e pizzerie - si conta la mobilitazione 17.000 addetti. Di questi 12.000 sono lavoratori dipendenti: in parte erano già in attività per l’asporto, ma il grosso dei lavoratori torna all’attività oggi, con la somministrazione di cibo e bevande nei tavoli all’aperto. I dati vengono forniti dagli uffici economici della Regione.


Questa è la platea potenziale: dalle 5.000 attività complessive vanno sottratte quelle che non potrebbero riaprire il servizio ai tavoli perché non hanno spazi a cielo aperto. In una prima fase queste ultime erano state calcolate in circa 2.000, ma nei giorni scorsi buona parte dei rispettivi titolari ha allestito tavoli e gazebo in aree esterne pubbliche d’accordo con gli enti locali. Una dinamica agevolata dal fatto che per decreto fino al 30 giugno (con proroga annunciata tutta l’estate) la Tosap non si paga sia negli spazi già assegnati sia in quelli reperiti in più. Un incentivo indiretto per un settore che, su base regionale annua, fa registrare un miliardo di euro di fatturato confermano da Palazzo Donini. Su teatri e cinema il calciolo degli occupati che potranno riprendere l’attività è più complesso. Un dato indicativo è quello dei lavoratori e spettacolo della cultura iscritti all’Enpals: sono circa 3000 di cui circa 600 lavoratori autonomi con partita Iva. Con la ripresa delle scuole superiori in presenza al 70%, con indicazione di arrivare al 100% per prime e quinte, la mobilità pubblica e privata è destinata ad aumentare.

Secondo le stime del Nucleo epidemiologico regionale ci sarà nelle ore di punta un raddoppio della pressione sui trasporti. Sull'impatto non ci sono previsione nel dettaglio, ma è atteso un aumento di incidenza nel giro di 14 giorni a meno che il caldo e i vaccini non bilancino il resto. Osservati speciali i trasporti pubblici, ovviamente i più affollati. Sono 131 i bus in più messi a disposizione dall’assessorato regionale ai trasporti, comprensivi dei 98 già attivati con la ripresa graduale delle lezioni. Dovranno rispettare il limite del 50% di capienza Sono stati annunciati controlli a tappeto. “Ora che si vaccina a regime non possiamo permetterci un aumento dei casi”, spiegano gli esperti nel Nucleo.