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Terni, il Tulipano verso la conclusione dei lavori: Giunio Marcangeli svela come sarà

Giorgio Palenga
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Per decenni ha rappresentato l’emblema delle opere incompiute di Terni.  Da quando – era la metà degli anni ’70 – un fantomatico gruppo imprenditoriale libico ne iniziò la costruzione, avviando una progettazione fortunatamente all’avanguardia, con tecniche e materiali che hanno resistito solidamente nel tempo.

Il Tulipano da 40 anni fa bella mostra di sé (si fa per dire) a chiunque faccia ingresso a Terni, rappresentando la prima immagine della città all’uscita della superstrada che collega con Orte, da una parte, e la Flaminia direzione Spoleto, dall’altra. L’imponente edificio è passato di proprietari in proprietari più di una volta, con società finanziarie che lo hanno utilizzato per ottenere fondi dalle banche ma che poi, tranne rare eccezioni, non hanno mai dato seguito concreto al proposito di riprendere i lavori e completarlo.

Fino a quando ad aggiudicarselo all’asta è stato l’imprenditore ternano Giunio Marcangeli, nel settembre del 2019, sborsando poco più di un milione e 170 mila euro. Di lì a poco i lavori sono ripresi ed oggi, finalmente, si vede la dirittura d’arrivo, con il Tulipano pronto ad essere “scartato” dalle impalcature entro il mese di giugno 2021.

 

Con Giunio Marcangeli e il figlio Claudio, direttamente nel cantiere di Ponte Le Cave, il Corriere dell'Umbria ha visitato l’edificio per valutarne lo stato dell’arte e capire le prospettive immediate.

IL COLPO D’OCCHIO E LE DITTE UMBRE

Siamo quindi agli sgoccioli, finalmente, delle impalcature a coprirlo. A breve si potrà ammirare un “rivestimento” di forte impatto visivo, visto che si sta completando l’allestimento di pannelli di facciata in corten, a cura di una ditta umbra. “Abbiamo voluto privilegiare le imprese della nostra regione – spiega Giunio Marcangeli – ed infatti la pannellatura di facciata la sta installando un’azienda di Pantalla. Così come per i vetri c’è un’impresa di Marsciano, o una ternana per gli impianti idraulici. L’attività edilizia si basa sul lavoro dell’uomo, qualora dovesse sorgere, nel tempo, qualunque tipo di problematica potrà essere risolta in tempo reale facendo intervenire chi si è occupato di quel particolare aspetto già durante il cantiere”.

PIANO TERRA E PRIMI PIANI

“Iniziamo dall’interrato – continua il costruttore – che avrà parcheggi privati, ma moltissimi anche pubblici. Al piano terra ci saranno sei-sette negozi, ed al riguardo abbiamo già avuto molte richieste di attività commerciali importanti. Anche in questo caso cercheremo di privilegiare quelle ternane. Il primo piano ha destinazione d’uso direzionale, quindi uffici, e per una parte di esso è già stato fatto il compromesso con l’Arpa. Dal secondo al settimo ci sarà un albergo residenziale”. A questo proposito gli appartamenti sono ormai pronti. Marcangeli, che nel settore alberghiero possiede già alcune strutture, come il Michelangelo e il Millenium, vicino alla stazione, prevede di fornire anche alcuni servizi agli ospiti, come una hall con reception e una palestra.

GUARDA L'INTERVISTA A GIUNIO MARCANGELI NEL CUORE DEL TULIPANO

 

APPARTAMENTI IN VENDITA

Dall’ottavo al 22esimo e ultimo piano, invece, appartamenti in vendita. Anche in questo caso le richieste sono già molte, considerato che il Tulipano, nelle intenzioni del costruttore, non deve assolutamente essere pensato “per ricchi”.

“Gli appartamenti saranno di varie metrature – spiega ancora – malgrado siano già arrivate tante richieste, vorremmo iniziare le vendite quando avremo tolto completamente tutti i ponteggi esterni, proprio per dare l’idea del lavoro finito, di un prodotto che dopo 40 anni ha finalmente un ‘vestito’ definitivo che non è più un’impalcatura”.

Gli appartamenti partiranno da poco più di 50 metri quadrati, fino ai 250 ciascuno dei due superattici, al 22esimo piano. “Partiremo dai 52, 60, 65 mq di quelli più piccoli, ovvero i bilocali – precisa Marcangeli – per arrivare ad attico e superattico”. I “tagli” intermedi dovrebbero essere tra i 120 e 150 metri.

I PREZZI

“Saranno di mercato, non faremo richieste esorbitanti, vogliamo che questo edificio sia vissuto e sia vissuto da subito”.

Risposta diplomatica a parte, per le abitazioni dovremmo aggirarci intorno ai 2 mila metri a mq, non di più.

 

Foto di Stefano Principi