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A Perugia scatta la rievocazione della "conciliazione" tra partigiani ed ex fascisti

Alessandro Antonini
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Il 1 gennaio del 1947 a Perugia, nel cimitero monumentale, un partigiano e un ex repubblichino hanno deposto insieme una corona sul monumento caduti della prima guerra mondiale. Il primo “gesto di riconciliazione”, lo definirono i principali giornali nazionali, dopo l’occupazione e la Resistenza.

Quel partigiano della banda Francesco Innamorati si chiamava Corrado Sassi e sulla deposizione della corona insieme a Bruno Cagnoli, aderente alla Repubblica sociale italiana, scrisse un libro dal titolo “Quel capodanno perduto”. Ora l’Isuc, grazie al commissario Valter Biscotti, ha fatto ristampare il libro, curandone l’introduzione. E per domenica 25 aprile, davanti alla stessa lapide, ha chiamato i figli di Sassi e Cagnoli, Daniele e Alberto, che ripeteranno il gesto fatto dai padri 74 anni prima, deponendo una corona ai caduti. “Loro gettarono un seme, più volte raccolto come ai tempi del terrorismo fino a Draghi. In una situazione come oggi dove gli eroi sono medici e infermieri cassiere supermercato e insegnanti, in una guerra dannata come quella contro il covid, c’è la necessità di rinascere e ricostruire l’Italia tutti insieme. Ora come allora”, ha detto Biscotti.

 

Nel libro ristampato sono presenti tutti gli articoli dell'epoca. Lì si parla di cerimonia "di conciliazione" tra ex fascisti e partigiani al cimitero di Perugia, "su iniziativa di Corrado Sassi, il partigiano Zuavo della banda Francesco Innamorati, operante nei boschi di Castelleone sopra Deruta". Questa iniziativa, e cioè la posa della corona sulla lapide ai caduti "fu ripresa con grande evidenza da tutta la stampa italiana". Il commissario dell'Istituto per la storia dell'Umbria ha deciso di riproporre la celebrazione con i figli dei protagonisti di allora come "gesto simbolico" da annoverare tra gli appuntamenti della festa della Liberazione. Alla cerimonia è atteso l'assessore alla cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano.