Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, gestione illecita di rifiuti pericolosi e toner: quattro imprenditori indagati

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Oltre ventisette tonnellate di rifiuti pericolosi, toner e eternit, gestiti illegalmente, secondo gli inquirenti.  Un’attività illecita finita nel mirino del nucleo operativo ecologico dei carabinieri e della Procura di Perugia. Quattro gli imprenditori indagati. Tutto nasce - stando alle indagini - da un incendio (del 27 novembre 2015) in un sito nella zona Cannara. I rifiuti speciali prodotti sono stati portati in un deposito per rifiuti non pericolosi a Castiglione della Valle, nel Marscianese. Dopo accertamenti di Noe ed Arpa si sono rilevati rifiuti pericolosi: toner per stampanti, imballaggi, ferro e anche eternit. Oltre ai proprietari del deposito sono finiti nell’inchiesta anche la titolare della società (dell’Assisano) che ha prodotto effettuato la caratterizzazione degli scarti e l’imprenditore perugino che si è occupato dell’intermediazione e del trasporto.


La Procura di Spoleto ha chiuso le indagini rilevando che “in forza di carente ed errata attività di caratterizzazione dei rifiuti speciali” prodotti nell’incendio di sei anni fa “veniva attribuito il codice dei rifiuti speciali non pericolosi (derivanti attività di costruzione e demolizione) mentre si trattava di rifiuti pericolosi”.
Per il trasporto sono stati utilizzati formulari di identificazione “riportanti dati incompleti e inesatti circa le reali caratteristiche del rifiuto”, con conferimento al deposito di Marsciano.
Nel dettaglio si tratta di 27.500 kg di “toner per stampanti laser e cartucce per stampanti a getto d’inchiosto parzialmente combusto”, frammiste a legno parzialmente combusto, imballaggi, ferro, frammenti di vetrocemento e eternit”. E’ tutto scritto nelle carte dell’inchiesta.


In particolare alcune delle cartucce si presentavano totalmente bruciate. I reati sono stati circoscritti temporalmente tra il 2016 e il 2019. Il sequestro del Noe è infatti scattato il 4 dicembre di tre anni fa.
Era stata sigillata l'area di circa 500 metri quadrati sulla quale, stando a quanto riportavano in atti i carabinieri del Noe, è stato realizzato un deposito incontrollato di altre tipologie di rifiuti speciali pericolosi e non, tipo “imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze, componenti pericolosi rimossi da apparecchi fuori uso e altre tipologie di rifiuti di diversa natura frammisti tra loro”, depositati sul suolo e in aree diverse da quelle autorizzate. Il sequestro inizialmente ha riguardato 527 tonnellate di rifiuti.
I controlli sono stati effettuati in collaborazione con i tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale.