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Perugia, personal trainer protesta per i problemi dello sport: sciopero della fame e domenica marcia su Roma

Sabrina Busiri Vici
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A Perugia il personal trainer Vittorio Di Claudio continua la sua protesta per i problemi del mondo dello sport causati dal Covid e dalle scelte del governo. Da Ponte San Giovanni a Perugia centro. Poco meno di 10 mila passi e oltre 500 calorie consumate in poco più di due ore. E’ quanto indica l’orologio della salute di Di Claudio al termine della sua protesta pacifica in difesa dello sport. L’istruttore e direttore di Palygroupway in via della Ferriera, martedì 20 aprile, è partito alle 9 dall’Agorà Caffè di Ponte San Giovanni per raggiungere piazza Italia e fermarsi di fronte a palazzi della Regione nell’attesa di una risposta, un segno, da parte delle istituzioni. Vittorio ha coperto, insieme a Giulia, Cristina, Chiara e Patrizia, otto chilometri a piedi facendo videomessaggi nei social per ribadire la sua missione: “Far tornare a vivere lo sport di base con protocolli praticabili, fondi per sostenersi, misure adeguate”. A ogni passo una condivisione per ribadire la necessità di tornare a lavorare per il benessere di tutti: “perché lo sport è salute e buon vivere”, torna a dire tutto il gruppo in cammino. I tanti sostenitori sono rimasti a casa, la manifestazione infatti non è stata autorizzata dalle autorità perciò il numero dei presenti è rimasto contenuto durante tutto il tragitto, ma online crescevano i like.

Da Ponte San Giovanni  a Piscille

Questo il racconto. Durante il cammino Vittorio parla di sé: ha 49 anni, una vita all’insegna dello sport che pratica da trenta e da qui “Iononmollo”, il motto che porta sulla maglietta e sul cuore. “La mia protesta è cominciata 14 giorni fa con il digiuno che tuttora sta proseguendo. Mi nutro soltanto di mezzo litro di acqua e di massimo 40 grammi di proteine solubili al giorno”. E spiega perché: “L’uomo nasce per muoversi e l’assenza di nutrimento rallenta la possibilità di farlo fino a spegnerlo così sta facendo il governo togliendo i fondi allo sport”.

Da Piscille a Borgo Bello

Il cammino prosegue. Con Vittorio c’è Simonetta Lungo, maestra di karate, settimo dan e insegnante di ballo di gruppo. “E’ un anno che lavoro solo online facendo lezioni in video ma ogni giorno noto che la gente è più stanca abbiamo bisogno di tornare a vivere”. Lungo ci tiene anche a sottolineare che il karate non è soltanto uno sport di contatto ma può essere fatto anche individualmente per tanto potrebbe tornare a essere praticato così come i balli di gruppo “in altre Regioni sono ammessi, in Umbria bisogna attendere ancora”.

Da Borgo Bello  a Piazza IV Novembre

Qualche tappa per condividere online sulle scalette di Sant’Ercolano e poi il passaggio d’obbligo davanti alla Fontana maggiore. Le persone in cammino con Vittorio hanno tutte una storia legata allo sport: chi lo insegna, chi lo pratica, chi lo ama. E un unico intento: far riaprire prima di giugno. “In estate è tardi: cessa l’attività in palestra”, commenta Simonetta.

Da piazza IV Novembre a piazza Italia

L’orologio segna le 11,30 e il gruppo si ferma difronte alla Regione in attesa di parlare con un rappresentante delle istituzioni. “Non ci aspettiamo risposte ma un colloquio civile, una presa d’atto delle nostre istanze - fa presente Vittorio - e magari garanzie per il futuro”. Nessuno è sceso. Ma Vittorio non molla e domenica 25 aprile ripartirà alla volta di Roma: 215 chilometri per arrivare a Montecitorio. “La mia non è una battaglia personale - dice - ma per la categoria”.