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Umbria, scandalo rifiuti, il giudice nella sentenza: "Escamotage per risparmiare"

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“Soggetti apicali coinvolti nel procedimento penale sostituiti”, “modifica dei vertici aziendali”, “rinnovamento degli organi collegiali”, “nuovo modello di organizzazione e controllo”. Sono questi i motivi per cui il gup, Natalia Giubilei ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata da Gesenu e Tsa. Sta scritto nelle 49 pagine di sentenza depositata insieme al decreto di rinvio a giudizio per 11 dei 16 imputati nell’inchiesta “Spazzatura d’oro connection”. Gesenu e Tsa hanno concordato una sanzione pecuniaria di rispettivamente 140 mila e 120 mila euro. Per entrambe le società pure il divieto di pubblicizzare servizi per 8 mesi. E infine la confisca di 366 mila euro a Gesenu e 200 mila a Tsa. In un primo momento alle due società erano stati sequestrati in via preventiva oltre 20 milioni - che secondo l’ipotesi accusatoria erano frutto di guadagno illecito: ovvero il risparmio derivante dal trattamento dei rifiuti non a norma di legge - poi il tribunale del Riesame aveva ridimensionato la cifra arrivando a 366 mila per Gesenu dopo una perizia. In proposito Giubilei dice: “C’è stato un significativo ridimensionamento pur con tutte le perplessità che la perizia, svolta solo relativamente a pochi aspetti gestionali, suscita”. Per Tsa a fronte di un iniziale sequestro di oltre 4 milioni si è arrivati a 1.174.000. In sede di patteggiamento per la società è stata depositata una consulenza di parte in cui si ridetermina il guadagno illegittimo in 200 mila euro. A questo proposito entrambe le società hanno depositato dei prospetti contenenti l’indicazione dei Comuni danneggiati e degli importi che gli andrebbero restituiti. 

 


“Siamo soddisfatti di avere concluso il procedimento con l’applicazione di una pena concordata con la Procura - dicono gli avvocati Franco Libori e Anna d’Alessandro che rappresentavano Tsa - perché tale definizione che non costituisce un’affermazione di responsabilità, consente alla società di dedicarsi pienamente ed esclusivamente alla sua attività a servizio dei cittadini senza doversi occupare di procedimenti penali che presumibilmente dureranno diversi anni. La società, completamente rinnovata nei suoi organi sociali e nella sua organizzazione interna, ha potuto beneficiare del massimo trattamento di favore, riconosciuto agli enti in grado di adottare misure di self cleaning e di operare sul mercato in condizione di piena legalità. La procura nel prestare il consenso alla richiesta di patteggiamento ha riconosciuto che Tsa è una realtà imprenditoriale importante che merita di essere valorizzata nell’interesse dei cittadini. Tale soluzione peraltro consente anche lo sblocco di risorse importanti e necessarie allo sviluppo dell’azienda in questo particolare momento storico”.

 


Nella sentenza il giudice parla anche delle accuse dei rinviati a giudizio e afferma che “non si ritiene che Gesenu e Tsa possano andare esenti da responsabilità, in quanto le indagini hanno delineato elementi di reità in capo agli imputati, nei confronti dei quali è stato emesso decreto di rinvio a giudizio e che hanno agito nell’interesse delle società coinvolte, determinando vantaggi patrimoniali, che impediscono di pronunciare sentenza di proscioglimento”. Giubilei parla di “escamotage” per avere un “notevole risparmio dei costi” quando, ad esempio, cita il “transito” dei rifiuti speciali nell’impianto di Ponte Rio prima di arrivare in discarica “senza che subissero una effettiva trasformazione”. A questo proposito il gup parla di “elementi comprovanti”. Giubilei sottolinea poi la “consapevolezza degli indagati per gli illeciti commessi”.