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Covid in Umbria, la previsione del Nucleo epidemiologico: regione da zona bianca entro maggio

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Alessandro Antonini
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L’Umbria è scesa lunedì a 80 casi di Covid per 100 mila abitanti. Secondo le proiezioni del Nucleo epidemiologico, a parità di condizioni (senza calcolare l’effetto riaperture), entro due settimane, a maggio, si potrà raggiungere quota 50 casi per 100.000 abitanti. Ossia il traguardo della zona bianca. Questo vuol dire poter ripartire con la stagione turistica e far riprendere linfa a un’economia devastata dalla pandemia. Il cuore verde raccoglie i frutti di tre settimane di zona rossa anticipata, a partire dall’8 febbraio: quando quasi tutte le regioni erano gialle l’Umbria scopriva per prima le varianti inglese e brasiliana. Le chiusure anticipate decise da Palazzo Donini hanno prodotto i primi effetti positivi dopo circa 20 giorni: curva dei contagi in calo. Da metà marzo è iniziata a scendere anche l’occupazione delle terapie intensive, l’indicatore vero dell’impatto del Covid sul sistema salute: dagli 86 posti occupati del 5 marzo si è scesi ai 35 di ieri. La prevalenza degli attualmente positivi è più che dimezzata: siamo 3.304, erano 8548 il 21 febbraio.

Di contro un’economia già caracollante ha subìto una delle punizioni più severe a livello nazionale: 9 punti di Pil persi nel 2020 che si sommano ai 23 svaniti negli ultimi 20 anni (dati Bankitalia). Da una recente indagine Cna si evince il crollo dei consumi dell’11%, in un anno, gli investimenti risultano inferiori del 7,4%. Voragine per il turismo, che vede crollare le presenze di circa il 47%, e per le esportazioni, giù del 14,2%. Da qui la necessità di ripartire, il prima possibile: sono allo studio zone covid free e “corridoi” per stranieri. Con il certificato sanitario. Tratteggia una possibile ripresa dell’attività turistica il fisico Luca Gammaitoni, docente dell’Università di Perugia, analista della curva umbra dall’inizio della pandemia. Che però non fornisce date. Né certezze: occorre rispettare le norme anti Covid, soprattutto per la presenza delle varianti. “L’Umbria si muove in anticipo verso la zona bianca”, spiega Gammaitoni, “perché in anticipo ha raggiunto il picco. Un risultato positivo che ci fa ben sperare. Ora bisogna mantenere questo vantaggio cercando di evitare comportamenti pericolosi. È andata bene a Pasqua. Ma ci sono dei casi sentinella da tenere sotto controllo. Su tutti l’area di Gubbio, dove la situazione è critica. Poi c’è Perugia: ha una discesa più lenta della media regionale e questo è anomalo. Rispetto alle altre città nel capoluogo ci sono più occasioni di socialità.

Dobbiamo fare in modo che non sia l’’avanguardia’ di ciò che avverrà con le riaperture. Sono favorevole a riaprire ma vanno garantite distanza e sicurezza, per evitare un nuovo picco. Finché non sarà a buon punto il piano vaccini il rischio c’è”. Solo allora si potrà guardare al vero rilancio, anche economico.