Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, la Regione scrive al governo: "Servono 8.000 dosi in più". Sì al vaccine day

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

L’Umbria chiede al governo dosi aggiuntive di vaccino Pfizer. Almeno ottomila subito. Poi, a stretto giro, le 50mila promesse da mesi e mai arrivate. Altrimenti sarà costretta a rallentare sul piano vaccinazioni. Salterà anche il “vaccine day” per gli ultra 80enni programmato per il 25 aprile. Ma una frenata già c’è stata. Ieri, 19 aprile, in base ai dati del ministero aggiornati alle 20:51, l’Umbria (per due giorni in prima posizione)  era terza dietro a  Veneto e Puglia per dosi inoculate rispetto alle consegne: il cuore verde era al 90,6% (240.570 dosi somministrate su 265.675 consegnate).

A ieri nella nostra regione restavano 25.105 dosi. Bastano per meno di una settimana. “All’Umbria occorrono nell’immediato almeno altre 8 mila dosi di vaccino, oltre alle 50 mila aggiuntive che erano state richieste formalmente, dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei” , è scritto in una nota di Palazzo Donini. Questo metterebbe la regione “nelle condizioni di poter mantenere l’attuale performance”. Altrimenti sarebbe inevitabile una frenata. Se ne è parlato alla riunione del Centro operativo regionale, presieduta dal direttore regionale Stefano Nodessi Proietti, presente anche il direttore regionale alle attività produttive, Luigi Rossetti. E’ intervenuto il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Massimo D’Angelo. Quest’ultimo ha motivato l’ulteriore richiesta di 8 mila dosi Pfizer, sulla base non soltanto dell’originale deficit di dosi inviate all’Umbria, ma anche a seguito dell’andamento epidemiologico del virus nella regione. “Uno scenario epidemiologico caratterizzato da una importante presenza di varianti del virus e da una rilevante rappresentatività di soggetti anziani a rischio”. Ieri l’ultimo report Iss ha confermato la presenza della variante inglese al 61% e della brasiliana al 36%.


D’Angelo ha confermato che i 50 mila vaccini richiesti e per i quali la Regione aveva avuto assicurazioni, “non sono arrivati”. Sono state consegnate solo 3500 dosi di Moderna in più ma nel frattempo si è dovuto anche sopperire alle disdette di vaccini Astra Zeneca con vaccini Pfizer. “Se nei prossimi giorni saranno garantiti all’Umbria i vaccini richiesti, accanto alla somministrazione già programmata per le diverse categorie, si potrebbe organizzare per il prossimo 25 aprile una sorta di vaccine day dedicato agli ultra 80enni in modo tale da anticipare le vaccinazioni programmate per i mesi di maggio e giugno e poter così completare questa categoria”. Un evento a cui potrebbero presentarsi in tutti i punti vaccinali gli ultraottantenni senza prenotazione. Prosegue nella regione l’interlocuzione con le organizzazioni di categoria di imprese e lavoratori per la messa a punto della strategia di vaccinazione presso i luoghi di lavoro, così come previsto dallo specifico protocollo nazionale firmato lo scorso 6 aprile.

Sono 118 le imprese selezionate, con circa 11.500 dipendenti coinvolti. Il Cor ha reso noto che “si sta perfezionando un accordo con l’Esercito per l’effettuazione a domicilio, con team itineranti, della vaccinazione di un residuo numero di ultra 80enni fragili nell’area della Valnerina”. Sempre grazie all’ Esercito, “sarà effettuata la consegna dei vaccini a disposizione dei medici di medicina generale per le somministrazioni ambulatoriali”. Intanto ieri l’Umbria è scesa a 82 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti. A 50 c’è la zona bianca. I nuovi positivi nel bollettino del 19 aprile sono stati 14, due i morti e attualmente contagiati scesi di 126, a quota 3.296. Il tasso di positività sui 605 molecolari è al 2,3%.Sul totale dei test a 0,96%. Dati mai così bassi, soprattutto di lunedì: la domenica si processano solo i casi sintomatici. Nota dolente l’aumento dei ricoveri da 255 a 263 e da 34 a 36 delle rianimazioni.