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Umbria, "riapriamo ma puntiamo alle arene”. Parlano gli esercenti di Perugia

Giovanni Dozzini
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I cinema perugini riapriranno, se non il 26 aprile poco più tardi, ma puntano soprattutto sulle arene e sulla stagione estiva. L’annuncio di Mario Draghi, venerdì, ha colto di sorpresa anche loro. Le indicazioni peraltro sono ancora piuttosto confuse. Al momento nessuna disposizione ufficiale: si parla di apertura consentita all’aperto fino a mille spettatori e con una capienza fino al 50% per un massimo di cinquecento spettatori al chiuso. Solo nelle zone gialle, come dovrebbe essere l'Umbria da dopo la Liberazione.

 


“Io sono un po’ perplesso”, dice Mirco Gatti, che con Cinegatti gestisce Méliès e Sant'Angelo. “Ho paura che sia un azzardo, che i contagi risalgano e che si finirà per richiudere”. Però le sue sale le riaprirà. “Sì, stiamo ancora capendo come. Probabilmente proporremo un unico spettacolo giornaliero. Il problema sarà anche decidere cosa proiettare: i nuovi film sono già usciti in streaming, praticamente tutti”. Cinegatti ha anche in carico l'arena dei Giardini del Frontone. “Che riaprirà entro metà giugno, come ogni anno. Noi contiamo di lavorare molto e bene lì, nei mesi estivi. All’aperto è tutta un’altra cosa, anche la gente viene più volentieri. Ho l’impressione che ancora per parecchio il cinema per come lo conoscevamo funzionerà solo tre mesi all'anno, mentre da settembre a maggio i film si vedranno solo in streaming”.

 

 

Ivan Frenguelli, del PostModernissimo, è meno pessimista. “Lo streaming non divorerà il cinema, come in passato non l’hanno fatto vhs e dvd. Nemmeno in combinazione con la pandemia”. Anche lui credeva di dover attendere ancora un po’ prima di rialzare la saracinesca. “E forse sarebbe stato meglio prendersi qualche settimana in più. Però riapriremo, anche se per ora si sa pochissimo di come potremo farlo”. Spettacolo unico? “Non credo. Almeno i due pomeridiani. Per quello delle nove di sera dipende dal coprifuoco: se rimane alle dieci è ovviamente impossibile”. Come già l’anno scorso il PostMod sarà impegnato con le arene estive itineranti nella città. “Contiamo di iniziare nella seconda metà di giugno”. Mentre dal punto di vista dei ristori Frenguelli ritiene che “i cinema non si possano lamentare. Sono arrivati velocemente, e tutti. E ad aprile sono partite altre tredici settimane di cassa integrazione”. Anche Riccardo Bizzarri, dello Zenith, pensa che la vera ripartenza sarà quella estiva. “Riaprire subito mi sembra difficile. Innanzitutto perché c'è un problema relativo alle uscite dei film: i distributori ragionano in ottica nazionale, senza una platea ampia non credo che si muoveranno. Poi dubito che la gente adesso muoia dalla voglia di andare al cinema. La gente vuole stare all’aperto, dopo mesi di Netflix e televisione le priorità sono altre”. Quindi lo Zenith che fa? “Ci stiamo riflettendo. E più che a un programmazione canonica stiamo pensando a uno spettacolo teatrale da mettere in scena in un fine settimana, a cui associare un incontro”. Aspettando giugno e le arene. “Quello sarà il momento del vero rilancio del cinema. In vista del quale il passaggio del 26 aprile mi pare più che altro un segnale: da quella data potremo cominciare a rimetterci in moto”.