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Covid in Umbria, cuore verde prima regione per vaccinazioni rispetto alle consegne: superato il Veneto

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Alessandro Antonini
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L’Umbria prima regione in Italia per vaccini somministrati rispetto alle dosi consegnate. Dopo due giorni in seconda posizione ha sorpassato il Veneto. In base ai dati ministeriali ieri sabato 17 aprile (ore 20.051) nel cuore verde erano state inoculate 233.715 dosi su 256.465 consegnate. Ossia il 91,1%. Scavalcata la regione amministrata da Luca Zaia, al 91%. La media nazionale è all’86,1. Ma se non arrivano dosi in più ora il cuore verde rischia di andare troppo veloce. Sempre ieri le dosi di scorta erano 22.750. Bastano per meno di quattro giorni: sono state inoculate 6.133 dosi in 24 ore.

Con questa tabella di marcia rischiano di saltare i richiami. Per questo fa sapere il commissario regionale anti Covid, Massimo D’Angelo, ieri “sono arrivate 3.700 dosi Pfizer aggiuntive" ma non fanno parte dei 50mila vaccini in più assicurati all’Umbria, spiega l'asessore regionale Luca Coletto. Gli stessi annunciati dal vecchio governo dall’inizio di febbraio, confermati dal nuovo e mai arrivate. Quelle in più giunte ieri bastano per mezza giornata di vaccinazioni. Oggi alle 14 saranno già finite. Impossibile programmare a lungo termine. Tanto che le prenotazioni per caregiver e fragili sono “sospese per mancanza di dosi per la vaccinazione, in attesa di nuove forniture”, è scritto nel sito della Regione Umbria.

Il cuore verde nelle ultime stime da ultimo è risalito a metà classifica nazionale nel computo delle dosi di vaccino consegnate in base al numero di abitanti. Ma in questo calcolo non viene considerato l’alto tasso di popolazione ultra 80enne (secondi solo alla Liguria) e alla prevalenza da record delle varianti. Non solo: da ieri sono iniziate le somministrazioni delle seconde dosi AstraZeneca: ne sono andate 111 ad altrettanti operatori scolastici. La quota dei richiami va in crescendo. In tutto sono stati vaccinati con almeno una dose 175.750 umbri. Di questi 82.036 hanno più di 80 anni. Le prenotazioni complessive sempre aggiornate a ieri sono 164.396. Solo 736 in più rispetto al giorno precedente. Senza l’assicurazione di scorte in più con numeri importanti gli appuntamenti vanno avanti col freno tirato.