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I ristoratori umbri domani per protesta cucinano per il premier Draghi

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Un uovo di fagianella croccante, con crema di patate di Pietralunga, sale di Cervia e tartufo bianco. Una caramella di pasta sfoglia farcita con caciottina di Norcia, soffiata al forno in fonduta di tartufo nero. Sono alcuni dei piatti che i ristoratori e produttori dell'Umbria porteranno domani, domenica 18 aprile, al premier Mario Draghi nel buen ritiro di Città della Pieve. Una manifestazione regolarmente autorizzata dalla questura di Perugia per chiedere al Governo di riaprire in sicurezza sì ma di riaprire subito. Dopo 14 mesi di chiusure e stop and go ormai i ristoratori sono stremati da indennizzi insufficienti e bollette da pagare.

Con il rischio di non riaprire più. E dunque per il premier Mario Draghi, lo chef Simone Ciccotti sta preparando un “menù sostenibile dedicato alla mia Umbria dal titolo: un’ora al dì, cocktail culinario”. Spiega Ciccotti: “Nel primo piatto ho rivisitato l’uovo in due momenti per una degustazione che non finisce. Come noi che vogliamo andare avanti. Ho pensato alla Rossana di Luisa Spagnoli invece quando ho realizzato la caramella alle 3 stagioni di tartufi, cioè quelle che abbiamo perso”. Ma questi sono solo due dei piatti che saranno portati a villa Draghi: dalla cucina si annunciano molte altre sorprese.

I dettagli della manifestazione saranno definiti questa mattina. C’è una certa emozione fra i promotori, un senso di responsabilità e privilegio per rappresentare una terra e le sue eccellenze che lockdown e chiusure rischiano di cancellare: domani a Città della Pieve ci saranno oltre al titolare dell’antica trattoria San Lorenzo, Lina Angelucci chef del Balestruccio, Alberto Massarini del Pentagramma, Petronilla Angelucci dell’omonima azienda agricola, Giuliano Martinelli dell’azienda Giuliano Tartufi e il viticoltore Marco Caprai. Ma il sostegno all’iniziativa nata in modo spontaneo sta arrivando da molti operatori del settore. Come Gianfranco Vissani: “Mi sembra il deserto del Sahara - dice - e dopo 13 mesi ci devono dare delle risposte e aiuti veri. La vita è una sola e il Governo deve riaccendere una fiamma che si sta ormai spegnendo. La vita se ne va, non soltanto nella ristorazione, ma più in generale nei rapporti umani. Devono tornare la fiducia e la sicurezza”.