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Il museo di conchiglie più grande d'Europa è a Città di Castello

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Il museo Malakos di Città di Castello ha ripreso le sue attività di laboratorio grazie al sostegno del Comune. Sono state infatti finanziate 38 attività laboratoriali per le scuole del comprensorio, per primarie e secondarie da svolgersi tramite la nuova “Labo Car”. Il laboratorio mobile di Malakos è entrato a scuola per la prima volta il 9 aprile e proseguirà fino a giugno. Le classi potranno avvalersi del supporto scientifico dei divulgatori di Malakos e delle strumentazioni, come i microscopi, da utilizzare nei giardini scolastici all’aperto e godere di un’attività didattica di laboratorio pratica, in tutta sicurezza. 

 

 

Si è concluso il 9 aprile il ciclo di interviste del museo Malakos “Esploratori in diretta” nell’ambito dell’omonimo progetto. In una prima fase un contest fotografico per bambini ha dato il via al progetto per poi proseguire con eventi online in diretta per adulti. Un servizio culturale al servizio di tutti e completamente gratuito per entrare in contatto con ricercatori, esploratori e imprenditori di nuova generazione che esplorano nuove possibilità ambientali e sostenibili. Il museo è su Google Arts and Culture ed è possibile fruire di foto ad alta risoluzione per esaminare alcuni reperti della collezione. A breve nuovi contatti con Google porteranno molte novità in proposito. Nel frattempo il museo è stato teatro di visite animate on line effettuate anche da paesi lontani come l’Argentina da parte degli alunni della Scuola E. De Amicis di Rosario. “Stiamo allestendo nuove sale – precisano i responsabili - di cui vi riveleremo i dettagli alla riapertura con una nuova inaugurazione. Si parlerà di etnologia e antropologia legate alla conchiglia con reperti anche molto rari. Sono in corso inoltre lavori di miglioramento per la fruizione museale e laboratoriale.

 


 

E' la collezione privata di conchiglie più grande d’Europa, con circa 600 mila esemplari catalogati. Il museo presso Villa Cappelletti è il frutto del lavoro decennale del biologo Gianluigi Bini, fiorentino di nascita ma tifernate d’adozione, che ha raccolto e studiato circa 15 mila specie diverse, provenienti da ogni angolo del mondo, dal Polo Nord al Mare Adriatico.