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Perugia calcio, 18 ultras a giudizio per l'assalto al bus dopo la sconfitta

Alessandro Antonini
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Vanno direttamente a giudizio i 18 ultras del Perugia calcio imputati per la contestazione nei confronti dei giocatori del Grifo dopo la sconfitta in trasferta con lo Spezia (4-2) il 21 ottobre del 2017.  Nel decreto di citazione emesso dalla Procura di Perugia, a firma del pubblico ministero Mario Formisano, i 18 tifosi, “in concorso tra loro e con altri numerosi tifosi della squadra Perugia Calcio, con violenze e minacce costringevano l’autista dell’autobus dell’Ac Perugia con a bordo i giocatori della prima squadra e lo staff tecnico, ad arrestare la marcia del veicolo, impedendo loro, per dieci minuti circa, di far ritorno verso il parcheggio B1 dello stadio Renato Curi”.

 

In particolare gli indagati insieme agli altri tifosi “assalivano l’autobus e, dopo il lancio di un sasso contro il finestrino operato da una persona non identificata, iniziavano a intimorire i passeggeri lanciando alcuni fumogeni, sferrando dei calci e dei pugni sulla carrozzeria tanto da causare l’arresto forzato del veicolo”. Viene contestata anche l’aggravante di aver commesso il fatto in più di dieci persone. Ad alcuni degli ultras viene anche riferita la violazione di daspo sportivi riferiti a eventi precedenti. Avrebbero cioè violato il “divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, sosta, transiti di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime, così come stabilito dal questore di Perugia”.

 

 

Uno dei difensori dei tifosi, Michele Nannarone, ha eccepito come il daspo non si applichi nei luogi in cui non si è svolto l’evento sportivo. Non di questa linea la Procura. 
Oltre ai danneggiamenti all’autobus, sono state anche staccate le insegne adesive del Grifo dal mezzo che trasportava i giocatori: per i tifosi dopo la sconfitta non erano degni di vestire stemmi e colori biancorossi. Individuato l’autista come parte offesa. L’udienza è fissata per il 28 ottobre prossimo.