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Proteste ristoratori, Vissani: "Vado pure io a cucinare davanti casa Draghi in Umbria"

Lo chef Vissani tra i premiati della manifestazione

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Gianfranco Vissani con la protesta dei ristoratori. Lo chef è stato sempre, d'altra parte, in prima linea a chiedere le riaperture. "Se mi chiamano, certo che vado anche io", ha detto oggi. Gianfranco Vissani all’Adnkronos, annunciando che lui che aderirà alla protesta pacifica dei ristoratori umbri, che vogliono organizzare un pranzo di fronte alla villa di Mario Draghi a Città della Pieve, dove il premier si ritira nei fine settimana.

 

 

"Per farci ascoltare - spiega - Per chiedere indietro la nostra vita. Mi sembra il deserto del Sahara - prosegue lo chef che proprio in Umbria, a Baschi, ha la sua Casa Vissani - e dopo 13 mesi ci devono dare delle risposte e aiuti veri. La vita è una sola e il governo deve riaccendere una fiamma che si sta ormai spegnendo. La vita se ne va, non soltanto nella ristorazione, ma più in generale nei rapporti umani", conclude Vissani, definendoli compromessi dalla paura per l’epidemia: "Deve tornare la fiducia e la sicurezza. Pensi che un mio amico - racconta - ha conosciuto una ragazza ma ha deciso di non andarci a letto per paura del Covid... Dopo di che lei lo ha lasciato. Ma le sembra mai possibile?".

Giusto due giorni fa Vissani aveva commentato così. l’ipotesi di riapertura, la sera e negli spazi esterni, dei ristoranti: "Me lo auguro, per un settore in grande sofferenza, per la gente, per i miei colleghi.

 

 

Siamo stanchi - aveva aggiunto  lo chef - se non si apre adesso, l’Italia chiude. Sarebbe assurdo se queste sulla riapertura serale fossero soltanto voci - aveva ancora detto Vissani - anche di fronte alla decisione di aprire lo Stadio Olimpico per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza). Tuttavia se ne parlano, vuol dire che si può finalmente riaprire. Ad ogni modo - aveva aggiunto - in caso di riapertura bisognerà pensare alle tasse e agli affitti congelati che non potranno essere richiesti subito, perché la ripresa dell’attività comporta ancora un grande impegno economico: in questo momento, oltre a riaprire, servono soprattutto i sostegni".