Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, incidenza media dei positivi torna a 99,18. L'assessore: "Ok riaperture ma con cautela"

Esplora:

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

La pandemia in Umbria è sostanzialmente sotto controllo. L’incidenza media regionale è scesa sotto i 100 casi ogni 100 mila abitanti: è a quota 99, 18. Per la precisione 106,69 a Perugia e 77,49 a Terni, 108, 04 nella Usl Umbria 1 e 87, 52 nella Usl 2. Insomma dati quasi ovunque confortanti nei distretti della regione (grafico a fianco) tranne in quello della Valnerina, che schizza addirittura a 360, 68 ogni 100 mila abitanti. Ma il dato è spiegabile con il fatto che gli abitanti in tutto sono 8 mila e per far impennare il dato bastano - relativamente- pochi contagi. Negli altri distretti il dato è buono quasi ovunque. Tra i più alti dopo la Valnerina ci sono Alto Chiascio a 181 e Media Valle del Tevere a 131. Quello con incidenza più contenuta è attualmente il Trasimeno, un territorio che per primo sperimentò la virulenza delle varianti all’inizio dell’anno. 

 


Buono anche l’indice di contagio: ovvero quanti tamponi positivi si trovano tra quelli analizzati che è del 6,74%, praticamente uguale per le due Usl umbre. 
Intanto, seppure si registrino dati ovunque positivi, come ad esempio la diminuzione dell’occupazione delle terapie intensive da parte dei pazienti Covid, l’rt è risalito leggermente sopra l’1. Ed è arrivato a 1, 08 a fronte di quello italiano che è invece di 0,91. Ma, secondo gli esperti del Nucleo epidemiologico della Regione Umbria non è un dato che deve far preoccupare. Lo ha spiegato il dottor Marco Cristofori: “Negli ultimi giorni - ha detto - stiamo assistendo a un appiattimento della curva dei contagi, che ormai scende meno velocemente, ma tutto questo non deve sorprendere. Quando incidenza e casi scendono le oscillazioni dell’Rt sono più sensibili”.

 

Per quanto riguarda l’andamento del contagio nelle fasce di età, è stata invece la dottoressa Carla Bietta, a sottolineare che quella più alta si è registrata in persone di età compresa tra 0 e 13 anni. Mentre nell’arco di età tra 19 e 79 e tra gli over 80 si inizia ad apprezzare una discesa netta. Ma nessuno si sbilancia a dire che è l’effetto dei vaccini. “Servono più numeri”, spiegano in coro gli esperti del Nucleo e il commissario, Massimo D’Angelo. Gli esperti in conferenza hanno infine mostrato un grafico che indica l’andamento settimanale ogni 100 mila abitanti di Perugia e Terni e confronto con l’Italia. Il capoluogo umbro ha avuto un picco tra gennaio e marzo ma adesso la curva punta decisamente verso il basso. Così come quella di Terni. Questo vuol dire via libera alla normalità? Al quesito ha risposto l’assessore alla sanità, Luca Coletto: “Le riaperture ci saranno” ha assicurato in conferenza stampa, ma “con molta attenzione e sempre monitorando la situazione”. Da più parti si è fatto notare la presenza massiccia in Umbria di varianti, soprattutto la brasiliana, che, si è già visto a gennaio, non fanno sconti.