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Terni, al via la procedura di vendita per l'Ast. La fase uno durerà due mesi al massimo

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A Terni l’amministratore delegato, Massimiliano Burelli, ha annunciato ai sindacati l’avvio della procedura di vendita dell’Ast. L’incontro, fissato per il 22 aprile, è stato anticipato alla sera di mercoledì 14 aprile dopo le prime indiscrezioni sull’accesso alla data room di alcuni possibili acquirenti. Burelli ha confermato l’avvio della fase uno ovvero l’accesso ad una parte limitata di documentazione. “Questa fase - spiegano i sindacati di categoria - dovrebbe durare fino a 30, 60 giorni al massimo ed è completamente gestita dalla banca d’affari JP Morgan che dovrà individuare i player che avranno le caratteristiche per le fasi ulteriori sino ad arrivare alle successive offerte vincolanti”.

Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb hanno preso atto delle dichiarazioni di Burelli e hanno ribadito le rivendicazioni che da sempre portano avanti per garantire i livelli occupazionali e salariali dei lavoratori diretti e dell’indotto. “Oggi più che mai - hanno detto - occorre che le istituzioni locali, il Governo, la Regione e la politica tutta svolgano il proprio ruolo al fine di salvaguardare le produzioni strategiche per Terni e per il Paese”. Intanto per il piano nazionale della siderurgia c’è il via libera del Senato. E’ stata anche approvata una mozione di Fratelli d’Italia per valutare l’impegno della Cassa depositi e prestiti o Invitalia, ove fosse richiesto da operatori industriali nazionali, per facilitare l’acquisizione di Ast nel processo di vendita. Per il senatore di FdI Franco Zaffini “la mozione di Fratelli d’Italia insiste sulla necessità di un piano siderurgico nazionale, estendendo l’esercizio del golden power al settore e suggerisce l’acquisto da parte di Invitalia o Cdp di quote societarie senza lasciare che le trattative, ad esempio per l’Acciaieria di Terni, abbiano luogo in un ambito esclusivamente privato”.

“Il voto in Senato - ha commentato Marco Cecconi, coordinatore comunale di FdI - premia l’impegno e la coerenza del nostro partito su questi temi”. Il senatore Leonardo Grimani, di Italia Viva, non ha dubbi. L’Ast “è di grande rilevanza e di grande valore europeo”. Per il leghista Paolo Ripamonti “l’esercizio del golden power è assolutamente necessario, per la salvaguardia dell’occupazione, ma anche delle produzioni per essere competitivi”. La senatrice Emma Pavanelli (M5s) ha sostenuto che “è arrivato il momento di fare scelte coraggiose e orientare le Acciaierie di viale Brin verso la transizione ecologica”.