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Umbria, terapie intensive al 29%. Vaccini: rischio stop a somministrazioni caregiver under 60

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Francesca Marruco
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L’occupazione delle terapie intensive dell’Umbria da parte dei pazienti Covid è scesa al 29 percento. Lo attesta Agenas nel monitoraggio quotidiano dell’andamento dei ricoveri Covid. L’Umbria rientra quindi nella soglia critica individuata proprio al 30 percento e torna ad avere in rianimazione gli stessi pazienti che aveva tra Natale e Capodanno, ovvero 38. Per quanto riguarda invece i pazienti ricoverati nelle aree non critiche, la percentuale indicata da Agenas è di 31 percento di occupazione: ieri in Umbria erano 300 i degenti nelle corsie Covid comuni. Venti in meno rispetto al giorno precedente. Un numero consistente che ha permesso l’abbassamento della percentuale di occupazione e tornare, anche in questo caso a numeri che non si vedevano da fine dicembre. Ieri in discesa anche la curva del contagio: 3.788 attualmente positivi a fronte dei 3.856 del giorno precedente. Ieri sono stati 137 i nuovi positivi a fronte di 200 nuovi guariti. Purtroppo si sono registrati anche altri 5 decessi, il che ha portato il totale delle vittime da inizio pandemia a 1.306. 

 


Per quanto riguarda la questione occupazione posti letto, ieri l’ospedale di Perugia ha fatto sapere che dal 10 marzo scorso, i pazienti ricoverati nell’Obi dell’ospedale da Campo - gestito dal primario del Pronto soccorso, dottor Paolo Groff e dalla coordinatrice infermieristica del dipartimento dottoressa Monia Ceccarelli - sono stati 131. Si tratta di pazienti acuti Covid che, dopo l'inquadramento clinico e la stabilizzazione, vengono tenuti in osservazione per due o tre giorni e poi trasferiti. “La struttura campale regionale - afferma il dottor Marcello Giannico, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – è di grande supporto perché ha permesso di diversificare gli accessi in Pronto Soccorso, riservando esclusivamente l’ospedale campale all’ingresso di pazienti Covid conclamati”.

 


Intanto, per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, ieri in Umbria sono state consegnate 22.230 dosi Pfizer, e poco più di 4 mila Astrazeneca. L’Umbria al momento ha inoculato il 92% delle dosi consegnate. Negli ultimi giorni si viaggia sulle 7 mila somministrazioni giornaliere. Sono stati 7.192 martedì e lunedì 7.020. Ieri sono stati 5.909. “Questi risultati – spiega l’assessore Luca Coletto – sono stati raggiunti anche grazie al grande impegno dei medici di medicina generale che, in questi giorni, hanno fortemente intensificato le vaccinazioni permettendo così di raggiungere un alto obiettivo che rivela l’importanza strategica del loro coinvolgimento nella campagna vaccinale”. 
Vista l’accelerata nelle somministrazioni, per i prossimi giorni, se non ci saranno consegne aggiuntive chieste anche ieri dal commissario Covid19, Massimo D’Angelo, si rischia lo stop alla somministrazione dei vaccini ai caregiver di età inferiore ai 60 anni. A loro infatti va Pfizer, come agli over 80 e ai fragili. E tra le tre categorie, in caso di scelta, non sarebbero privilegiati gli altri.