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Massa Martana, prete lascia per amore. Il vescovo Sigismondi: “Rispetto scelta di don Riccardo, ma non è eroismo”

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“Rispetto per la scelta di don Riccardo, ma parlare di eroismo non mi sembra opportuno”. A dirlo è il vescovo Gualtiero Sigismondi, che domenica scorsa era a fianco di don Riccardo Ceccobelli nella chiesa parrocchiale di Massa Martana, quando ha annunciato la sua decisione di domandare al Santo Padre la grazia della dispensa dagli obblighi del celibato, chiedendo quindi di essere dimesso dallo stato clericale e dispensato dagli oneri connessi alla sacra ordinazione. Una scelta fatta, come dichiarato da don Riccardo ai fedeli presenti perché il suo cuore “si è innamorato”. Non ha mai trasgredito ai suoi voti, ha aggiunto ancora il prete ma con semplicità ha amesso di essere innamorato. Il vescovo ha quindi annunciato la sospensione di don Riccardo Ceccobelli dal servizio sacerdotale.

 

 

Una notizia che ha suscitato grande clamore e risonanza mediatica. Se da un lato gli stessi parrocchiani di Massa Martana e anche i concittadini di Todi, il prete che ha 42 anni è originario della frazione di Pantalla, hanno compreso la sua scelta e apprezzato la sua sincerità, dall’altro la vicenda ha suscitato molta curiosità a livello nazionale.

 

 

Per questo il vescovo Sigismondi ha deciso di esprimersi ufficialmente su quanto accaduto. “La Chiesa chiede ai preti di vivere il celibato con maturità, letizia e dedizione, quale testimonianza del primato del Regno di Dio e, soprattutto, come segno e condizione di una vita pienamente donata: senza misura. Si diventa preti dopo almeno sette anni di discernimento e, attualmente, sempre più in età adulta, quando si ha maggiore coscienza e capacità di fare scelte definitive. Così è stato anche per don Riccardo, il quale, dopo un itinerario formativo durato almeno sette anni, ne aveva 33 quando è stato ordinato presbitero. Una delle affermazioni che, in questa circostanza, va per la maggiore è la seguente: ‘Al cuore non si comanda’. Tale opinione è indice di quanto, in un tempo segnato dal relativismo, la ragione sia sottoposta al dominio del sentimento. Si è parlato di eroismo davanti ad un prete che decide di mollare tutto perché si è innamorato di una ragazza; certamente occorre rispetto per la libertà di chi, pur avendo promesso solennemente di consacrare tutto se stesso a Cristo Gesù per il servizio alla Chiesa, non ce la fa, ma parlare di eroismo risulta davvero fuori luogo. Gli eroi sono quelli che rimangono in trincea anche quando infuria la battaglia, come, ad esempio, i mariti e le mogli o i padri e le madri che non mollano nei momenti di difficoltà, perché si sono presi un impegno e l’amore li inchioda anche nel tempo in cui i sentimenti sembrano vacillare; come i sacerdoti che, senza limiti di disponibilità e con cuore libero e ardente, vivono la fedeltà di una dedizione totale”. Infine il vescovo ricorda le parole di Papa Francesco pronunciate durante l’ultima udienza generale: “Senza la fede, tutto crolla; senza la preghiera, la fede si spegne” afferma il presule.